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Avellino - Sempre più studenti chiedono il nullaosta per lasciare il "Mancini"

Avellino - Sempre più studenti chiedono il nullaosta per lasciare il

Ad un mese dal sequestro del Liceo Scientifico "Mancini" di Avellino, cominciano a delinearsi i primi effetti devastanti: circa 80 studenti hanno già chiesto ed ottenuto il nullaosta per lasciare la scuola e trasferirsi in un altro istituto, ma non sono le uniche. Le richieste da parte dei genitori di iscrivere i propri figli in altre scuole diventano sempre più frequnti.
A percorrere questa strada sono soprattutto gli studenti che vengono da fuori città e dunque non riescono a sostenere le lezioni pomeridiane, così come spiegato dalla dirigente Nicolina Silvana Agnes che ha dichiarato:  "Continuano ad arrivare istanze per cambiare istituto: ormai siamo a quota 80, un numero enorme. Speriamo di avere qualche risposta in più nel prossimo incontro in Prefettura, anche noi stiamo cercando di studiare qualche soluzione alternativa nell'organizzazione".
L'appuntamento a cui si è riferita la Agnes è quello fissato per martedì 5 dicembre quando ci sarà un confronto in Prefettura. Sarà in quella occasione che probabilmente verrà definita la data in cui dovrebbero essere messe a disposizione alcune aule da poter utilizzare la mattina. L'idea è quella di portare a termine dei lavori di riqualificazione in alcuni istituti cittadini così da poter recuperare gli spazi necessari ad ospitare le calssi del "Mancini".
Ovviamente i tempi sono ancora incerti, dipenderà soprattutto dalla rapidità con cui verranno effettuati i lavori. Da parte loro insegnanti, studenti e genitori chiedono al più presto una soluzione e nell'attesa i ragazzi hanno accettato di seguire le attività scolastiche di pomeriggio dalle 13.30 alle 17.40 così da evitare di perdere ulteriori lezioni.
Ciò che preoccupa ora sono anche le preiscrizioni alla scuola che sono ormai alle porte. A rischio non è solo l'Open Day, ma la stessa tenuta di una scuola considerata di eccellenza in città.
Insomma ora più che mai bisogna trovare una soluzione che permetta di tornare alla normalità ed evitare un'ulteriore emorragia di studenti.

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