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Commissario Pd irpino, in pole David Ermini

Commissario Pd irpino, in pole David Ermini

A tirare troppo la corda, va a finire che si spezza. Il Pd irpino non ce l’ha fatta a salvarsi da solo e Roma ha deciso di nominare un commissario. A via Tagliamento arriverà David Ermini, 57 anni, deputato toscano di Figline Valdarno, molto vicino a Matteo Renzi. Ermini ha già svolto in passato il ruolo di Responsabile Nazionale Giustizia del Partito Democratico ed è stato commissario del partito in Liguria dal 2015 al 2017.
Ad Avellino non è arrivato ancora nessun atto ufficiale, ma le voci di Napoli e Roma confermano la decisione.
Il compito del commissario potrebbe cominciare già a partire dalla settimana prossima; toccherà a lui cercare di ricreare un clima di unità in un partito che da mesi risulta diviso in  fazioni e dilaniato dai contrasti. In seguito dovrà occuparsi di tutte le operazioni che dovranno portare il Pd irpino al Congresso.
Insomma i vertici nazionali fanno sul serio e tutti coloro che non avrebbero mai pensato che si potesse arrivare a questo punto, si sono dovuti ricredere e dovranno accettare, anche se a malincuore, il commissariamento.
A condannare il Pd irpino, aldilà delle polemiche, è stata proprio la tempistica delle operazioni: Roma aveva chiesto la presentazione dei candidati alla segreteria provinciale con le rispettive liste entro la fine del mese di luglio, ma la federazione avellinese ha chiesto tempo fino al 29 agosto, un tempo che tuttavia non è stato concesso.
Una vicenda lunga ed estenuante quella del Congresso provinciale irpino che è passato prima per l’ipotesi dello svolgimento lo scorso 23 luglio con una platea identica a quella certificata per il Congresso Nazionale del 30 aprile, ovvero formata dai 6850 iscritti cartacei e da 500 tesserati online. Poi la decisione del Responsabile Nazionale Organizzazione del Partito Democratico Andrea Rossi di includere anche tutti i tesserati che avevano presentato il bollettino postale effettuato entro il 28 febbraio 2017.
Da qui polemiche e ricorsi che sembravano essersi risolti con la scelta di celebrare il Congresso a settembre e presentare le liste entro il 29 agosto.
Alti e bassi e continui rinvii che sono bastati a far perdere la pazienza a Roma che a quel punto ha deciso di passare alle maniere forti nominando il commissario.

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