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Montemarano - Legge sui piccoli comuni, Iannuzzi: "Così abbiamo risposto al senso di appartenenza delle comunità"

Il " caso" De Mita - Repole ripreso dal direttore Festa e dal deputato Famiglietti

Montemarano - Legge sui piccoli comuni, Iannuzzi:

Nel pomeriggio di ieri a Montemarano, presso Palazzo Castello, si è tenuto un incontro per discutere dell’approvazione della Legge sui piccoli comuni, ma soprattutto quali opportunità di sviluppo ed eventuali limiti porta il dispositivo.
La legge 158 ha un senso in Irpinia se si tiene conto che i cosiddetti piccoli comuni, ossia quelli che non superano i 5mila abitanti, sono ben 102 su 118 in provincia di Avellino. A queste comunità la legge ha riservato 10 milioni per il 2017 e 15 milioni per ogni anno dal 2018 al 2023. Risorse non elevatissime, ma pur sempre utili che serviranno per recuperare e riqualificare i centri storici, per incrementare il turismo, ma anche per favorire la comunicazione e altri settori.
Una legge che, come l’ha definita il moderatore dell’incontro Gianni Festa, direttore del Quotidiano del Sud “non è una manna scesa dal cielo, ma un progetto ben ragionato” e dunque costruito a misura dei piccoli comuni.
Al tavolo dei relatori erano presenti il sindaco di Montemarano Beniamino Palmieri, il deputato Luigi Famiglietti, Fulvio Bonavitacola Vice Presidente della Regione Campania e Tino Iannuzzi Vice Presidente della VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici Camera dei Deputati.
Non hanno perso l’occasione di confrontarsi e portare la propria testimonianza anche diversi primi cittadini dei cosiddetti piccoli comuni che hanno voluto partecipare all’incontro: Rosanna Repole sindaco di Sant’Angelo dei L., Stefano Farina di Teora, Carmine Ciullo di Frigento, Attilio Iannuzzo di Sant’Angelo all’Esca, Marcello Zecchino di Montaguto e Giuseppe De Pasquale di Bonito. Presenti anche un assessore per il Comune di Fontanarosa e il vicesindaco di Aiello del Sabato.
“Finalmente con questa legge c’è un’attenzione ai piccoli centri per creare condizioni di sviluppo per la crescita armoniosa non solo del territorio, ma del Paese inteso come nazione”, ha esordito il sindaco Palmieri che ha ringraziato i colleghi per la presenza e sottolineando l’impegno del Pd che dopo diversi anni è riuscito a portare a casa questo risultato. 
L’obiettivo principale rimane quello di combattere lo spopolamento e sono compiaciuto perché mai come ora ho visto sindaci preparati e disponibili a darsi da fare per cogliere opportunità e risorse per creare sviluppo ed evitare la desertificazione”, ha spiegato Palmieri che ha aggiunto: “Questa legge può essere un cambiamento di tendenza. Se ne parla da molti anni, ma solo ora si è riusciti ad approvarla e questo è un punto a favore del Governo che si è preso questa responsabilità”.
Poi un riferimento all’assetto di base della legge che favorisce l’unione e la collaborazione tra comuni limitrofi per garantire servizi migliori ai cittadini: “Noi sindaci abbiamo un difetto, quello di preoccuparci troppo delle nostre comunità, forse dovremmo entrare in un’ottica diversa di comunione per ragionare di una riorganizzazione degli enti che offrano servizi migliori e più attenti”. 
“Nessuno ci ha obbligati a fare i sindaci, ma sono convinto che nell’esercizio di questa funzione ci troviamo a vivere delle difficoltà importanti e siamo consapevoli di dover trasferire la bellezza della politica nella realtà nuda e cruda della quotidianità, che spesso espone anche qualche collega alle minacce. Voglio solo dire che i sindaci dei piccoli comuni sono dei pilastri e abbiamo bisogno di sostegno a nostra volta e questo il Governo sembra averlo capito”, ha concluso Palmieri.
Anche i sindaci presenti hanno parlato di collaborazione tra i comuni e soprattutto della necessità di risorse per aiutare i piccoli centri ad emergere ed inserirsi sul circuito economico e sociale internazionale.
“In un momento in cui si parla di non difendere i singoli, il PD approva questa legge. La cifra non è alta, ma è un segno tangibile del cambiamento, ma soprattutto questa legge aiuta a metterci insieme dandoci pari dignità. Così potremo garantire la normalità dei nostri comuni”, hanno commentato i primi cittadini.
“Si tratta di un risultato simbolico visto che la legge ha fatto ping pong per ben 15 anni tra Camera e Senato”, ha spiegato Famiglietti che ha aggiunto: “L’importanza di questa legge non è tanto la cifra stanziata, ma l’aver messo al cento dell’azione politica i piccoli comuni che risultano fondamentali per varie ragioni, una di queste è che i piccoli centri italiani possiedono il 93% dei prodotti di denominazione di eccellenza”.
Poi un passaggio sugli altri provvedimenti approvati dal Governo e che possono essere utilizzati in sinergia con questa legge per la valorizzazione del territorio, come ad esempio: “Il provvedimento sulle ferrovie turistiche che ha riconosciuto la valenza storica anche della Avellino-Rocchetta che va sfruttata al meglio per valorizzare i comuni”. Anche per Famiglietti rimane importante la fusione tra i comuni che prima di questa legge non è stata possibile perché la Regione Campania non ha mai legiferato su questo tema.
Un riferimento c’è stato anche sullo scontro di ieri mattina tra De Mita e la Repole: “Parlare di immoralità è sempre sbagliato soprattutto se a  dirlo è un sindaco. Tutti i primi cittadini hanno dato al sindaco di Nusco la facoltà di rappresentarli ora bisogna lavorare per realizzare concretamente il progetto”, ha detto Famiglietti. Un commento condiviso anche dal moderatore Festa che ha aggiunto: “Non condivido le parole di De Mita. Le offese si dicono riservatamente e non si propagandano in questo modo”.
Poi è stata la volta di Bonavitacola che, anche per le sue origini montellesi, è sempre riuscito ad avere sensibilità per i piccoli centri e ad essere molto pragmatico: “Dobbiamo essere convinti  che il piccolo comune non deve vergognarsi di essere piccolo e individuare i punti d forza. Per me i piccoli comuni sono una materia prima che deve essere trasformata in prodotto finale e va venduto. Non stiamo facendo un’operazione di nostalgia o romanticismo, ma è un’operazione che può incontrare una nuova domanda economica e di sviluppo non solo per il mercato interno, ma anche internazionale. Così cresce anche una domanda di turismo”.
“Per vendere il bello e il buono che abbiamo in queste zone dobbiamo farci conoscere: se non ci conosce nessuno non siamo nessuno, se non abbiamo un marchio non siamo nessuno. Con il branding, ossia politica di promozione del marchio ci facciamo conoscere. Intorno a quel marchio dobbiamo collegare una serie di cose e solo così saremo sul mercato. Negli anni che verranno sono convinto che saremo vincenti perché risponderemo alla domanda di tranquillità che cerca chi vive in città. Viviamo male, mangiamo male e siamo schiavi del tempo e l’unico antidoto è recuperare una dimensione umana”, ha concluso Bonavitacola che ha indicato come punto di partenza per costruire l’identità di questo territorio la tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta. 
Proprio dull’idea di identità e appartenenza si è soffermato Iannuzzi che ha spiegato: “Prima i comuni erano visti come un piccolo mondo antico, ma con un percorso finale non positivo. Con questa legge, invece, abbiamo voluto innanzitutto esprimere un valore importante, ossia quello delle radici e dell’identità perché nei piccoli comuni è più intenso il senso di appartenenza. Nelle piccole comunità tutti gli eventi vengono vissuti in maniera più ampia, come un’unica grande famiglia”.
“La legge parte dalla consapevolezza dell’identità e che i piccoli comuni hanno tante potenzialità inesplorate e inutilizzate, ma anche la consapevolezza della perdita di servizi pubblici, impoverimento, disoccupazione e spopolamento che vanno combattuti e noi così cerchiamo di arginare tali criticità”, ha concluso Iannuzzi. - di Imma Finelli -

  • Montemarano - Legge sui piccoli comuni, Iannuzzi:
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