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Protesta al casello autostradale di Baiano per chiedere la riapertura dei due cavalcavia

Protesta al casello autostradale di Baiano per chiedere la riapertura dei due cavalcavia

Domenica di fuoco sulla A16 Napoli-Canosa dovecirca 40 agricoltori, privati cittadini e amministratori hanno bloccato per 10 minuti il casello di Baiano per protestare contro il sequestro dei cavalcavia 20 e 22 ordinato lo scorso giugno dalla Procura di Avellino a causa del rischio crollo delle due infrastrutture.
Una manifestazione pacifica con trattori, fuoristrada e auto che ha creato disagi per gli automobilisti in transito per circa due ore. Il corteo dei protestanti è partito dal campo sportivo di Sperone, percorrendo a passo d'uomo la Nazionale delle Puglie fino al casello di Baiano, dove hanno sbarrato la strada alle auto in entrata e in uscita.
L'obiettivo della protesta è la richiesta di dissequestro dei due cavalcavia, in particolare del numero 22 che rappresenta l'unica via di collegamento con la zona industriale dove di trova l'azienda Euronut che dallo scorso 5 giugno risulta ormai isolata.
Da quattro mesi l'azienda sta riscontrando grossi problemi dal punto di vista logistico e di produzione; inoltre anche i contadini che hanno i terreni al di là del viadotto 22 stanno affrontando importanti difficoltà per le proprie produzioni; per tale motivo hanno partecipato attivamente alla protesta per chiedere ad Autostrade per l'Italia e alle istituzioni di risolvere immediatamente la questione che va avanti ormai da diversi mesi.
Da parte sua Autostrade per l'Italia, che già all'inizio del mese di agosto aveva presentanto istanza di dissequestro, ha assicurato che a breve verrà depositata la proposta di soluzione da sottoporre ai magistrati per riaprire il cavalcavia.

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