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Sanità, Florio: "Se la sentenza del Tar annulla la direttiva dell'Asl, faremo ricorso al Consiglio di Stato"

Sanità, Florio:

L’esito del Tar di Salerno sul reparto di psichiatria di Bisaccia previsto per oggi è solo una tappa intermedia, che, a parere del direttore generale dell’Asl Sergio Florio, si risolverà davanti al Consiglio di Stato: se il Tar dovesse annullare la direttiva di via degli Imbimbo, l’Asl presenterà ricorso. La trepidante attesa sul verdetto del tribunale amministrativo, non ha escluso ieri efferati botta e risposta fra l’ingegnere Florio e l’amministrazione comunale di Bisaccia,affiancata anche dalla consigliera regionale Rosetta D’Amelio. Stando a quanto dichiarato dal manager della sanità provinciale al convegno di Avellino promosso dall’ordine dei medici provinciale, “Bisogna chiedersi se è giusto mantenere aperto un reparto con relativa turnazione soltanto per tre pazienti, di cui soltanto uno aveva necessità di assistenza psichiatrica. Prima di opporsi con grande foga ai cambiamenti allora sarebbe il caso di valutare con onestà lo stato dei fatti”. Mentre Florio si affretta a confermare tutte le scelte del piano attuativo provinciale, l’amministrazione comunale smentisce quanto affermato da Florio e ribadisce che “Al momento del trasferimento coatto dei pazienti, c’erano soltanto tre pazienti perché il 29 agosto c’è stato il blocco dei ricoveri e che dati alla mano, confermano che il reparto ha avuto un flusso di pazienti in tutto il 2011 pari al 95 per cento dei posti letto disponibili”. Pronto a trarre le conseguenze, se ci fossero esiti positivi dal verdetto di questa mattina, Florio sottolinea che non è comunque possibile arrestare un processo di cambiamento già avviato. Salvaguardare i livelli essenziali di assistenza è l’obiettivo perseguito dalla direzione generale di Via degli Imbimbo, che evidenzia l’incombenza del federalismo fiscale e la necessità di traguardare gli avvenimenti, che imporranno cambiamenti ben più drastici. “I cambiamenti arriveranno tra qualche mese, e interesseranno tutti; non ci saranno licenziamenti, ma una riorganizzazione della sanità: continuare sul binario morto delle proteste, può solo rallentare i processi”.

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