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Attualità

Una delegazione irpina alla rivolta di Roma

Una delegazione irpina alla rivolta di Roma

Più di novecento città e 52 Paesi si indignano. Sono scesi in piazza studenti, operai, sindacati, liberi professionisti e soprattutto precari. Anche dall’Irpinia, rappresentata dal movimento “Rouge spazi pubblici autogestiti”, e cittadini che hanno scelto di aderire, autonomamente o in forme organizzate. Nessuno di loro è stato coinvolto fra i settanta feriti conteggiati dalle forze dell’ordine, ma non sono mancati gravi momenti di tensione che hanno visto il coinvolgimento della delegazione, stretta nel corteo a fare barriera tra gli scontri della polizia e i black bloc. Unanime la condanna alle forme di violenza adottate nel corso di un corteo motivato più dalla richiesta di un recupero allo stato di diritto che dall’indignazione verso metodi sanguinari. Oltre all’incendio di un blindato, sono state date alle fiamme diverse auto, e sono state devastate decine di vetrine ed edifici pubblici. Di contro, le forze dell’ordine hanno reagito con il lancio dei lacrimogeni, e hanno identificato e denunciato quattro anarco insurrezionalisti. Un giovane manifestante versa in gravi condizioni di vita, e un’altra forma di indignazione ha preso il sopravvento: condanna della violenza come forma di espressione del dissenso e della protesta.

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