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Cronaca

Avellino - Caso diplomi falsi: un arresto e un'interdizione dai pubblici uffici per 12 mesi

Avellino - Caso diplomi falsi: un arresto e un'interdizione dai pubblici uffici per 12 mesi

In seguito allo scandalo sollevato lo scorso 31 ottobre dal giornalista Luca Abete per conto del programma televisivo "Striscia la Notizia" riguardo la vicenda di un dipendente che si serviva degli uffici della Cisl di Avellino per vendere diplomi falsi per consentire alla persona corrotta di partecipare ad un concorso per personale Ata, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino hanno dato avvio alle indagini. 
Questa mattina si è chiusa l'operazione che ha portato all'esecuzione di un'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dell'individuo che, dopo la scoperta delle attività illecite che effettuava, fu espulso dal sindacato. Nonostante il servizio che lo smascherò, purtroppo, il soggetto ha continuato a portare avanti la sua attività illecita.
Oltre al soggetto in questione è finito nei guai anche il complice che forniva gli attestati falsi in cambio del pagamento di 2mila euro. Per lui è scattata un’ordinanza applicativa della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio con divieto di svolgere le attività inerenti a tale ufficio per la durata di 12 mesi.
I due indagati sono accusati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio nonché falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale. 
Fin da subito il sindacato Cisl si è dichiarato estraneo ai fatti, spiegando che la sede sindacale era solo il luogo in cui la persona che portava avanti l'attività illecita aveva il suo bacino di utenza.
I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso il Comando Provinciale Carabinieri di Avellino alla presenza del Colonnello Massimo Cagnazzo e del Procuratore della Repubblica, Rosario Cantelmo. E' stato sottolineato nel corso della conferenza stampa che le persone corrotte non abbiano minimamente voluto collaborare, anzi dalle intercettazioni è venuto fuori che questi ultimi avrebbero immediatamente contattato il soggetto indagato per "far sparire le carte".
Per quanto riguarda il capitolo dei certificati falsi sono due gli istituti che li avrebbero rilasciati; il primo di Avellino, l’altro di Santa Maria Capua Vetere. 
Infine alla richiesta di conoscere i nomi delle due persone raggiunte dalla misura Cantelmo ha risposto in maniera ferma: "Per scelta deontologica la Procura di Avellino non fornisce i nomi. Alla gente deve interessare la vicenda e non i nomi delle persone indagate".

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