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Cronaca

Omicidio Galyna, preso il complice è un 36enne di Serino

Omicidio Galyna, preso il complice è un 36enne di Serino

I Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno dato esecuzione al provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di R.M., 36enne di Serino, emesso dal Procuratore della Repubblica di Avellino, Dott. Angelo Di Popolo, e dal Sostituto Procuratore, Dott. Elia Taddeo.
Le complesse attività d’indagine, scaturite lo scorso 5 giugno a seguito del rinvenimento nei boschi del Monte Terminio a Serino del cadavere sotterrato di una donna, permettevano di risalire prima di tutto all’identità del cadavere, identificata in Dotsyak Galyna, 56enne badante ucraina, e successivamente di ricostruire i rapporti che la stessa intratteneva con le persone della zona.
I magistrati della Procura della Repubblica di Avellino, concordando con le risultanze investigative fornite dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Avellino, coadiuvati da quelli del Nucleo Investigativo e della Stazione di Serino, lo scorso 16 settembre emettevano il provvedimento restrittivo di fermo di indiziato di delitto nei confronti di R.G., 63enne di Serino, che ha agito per motivi passionali. L’uomo, infatti, intratteneva con la donna una relazione extraconiugale e, probabilmente a seguito di una discussione, accecato dalla gelosia, ha aggredito la stessa ed infierito sulla vittima con più colpi agli arti superiori ed alla testa. Successivamente si è fatto aiutare dal 36enne serinese per sotterrare il cadavere nei boschi del Monte Terminio, coprendo la fossa scavata con buste contenenti rifiuti solidi urbani e tronchi di albero, al fine di impedirne il ritrovamento.
Le complesse ed articolate indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Avellino coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino, non solo hanno portato a far emergere la tormentata e violenta relazione extraconiugale intrattenuta dall’uomo con la 56enne badante ucraina, ma hanno permesso anche di accertare che i rifiuti rinvenuti sul luogo del ritrovamento del cadavere appartenevano proprio al 63enne di Serino. Ciò è stato possibile anche grazie alla collaborazione della Sezione di Biologia del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma. La donna aveva deciso di porre fine alla relazione che la stessa intratteneva con il 63enne in quanto era innamorata di un altro uomo e ciò non è stato accettato dal suo omicida.
Le ulteriori approfondite indagini svolte hanno permesso anche di accertare l’identità del complice e far emergere indizi di colpevolezza anche nei confronti di quest’ultimo.
L’omicidio, così come la successiva soppressione del cadavere, in base a quanto ricostruito, sarebbe avvenuto il 16 maggio 2011, data della scomparsa della donna dall’abitazione dell’anziano presso cui esplicava l’attività lavorativa di badante, mentre il cadavere della donna è stato rinvenuto, sotterrato nei boschi del Monte Terminio, circa 20 giorni più tardi, ovvero il 5 giugno 2011. Indagini lunghe e complicate, quindi, viste le modalità con cui gli autori dei reati hanno agito e i molti giorni trascorsi dalla data dell’omicidio a quella del ritrovamento del cadavere. Ciò ha reso più difficile ricostruire quanto accaduto e complicato raccogliere tutti gli elementi al fine di addivenire agli autori dell’efferato delitto. La professionalità, meticolosità e riservatezza adottate nel corso delle indagini hanno permesso di risalire ai responsabili dell’omicidio della donna e della successiva soppressione del cadavere.
Alla luce degli ulteriori elementi raccolti, l’Autorità Giudiziaria ha emesso, dunque, un fermo di indiziato di delitto anche nei confronti del 36enne di Serino, complice dell’omicida, a cui i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno dato immediata esecuzione. L’uomo è ritenuto responsabile di concorso in soppressione di cadavere ed ora è rinchiuso presso la casa circondariale di Avellino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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