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Cronaca

Regione: Formigoni, Cota e Zaia contrari, Caldoro dice sì al nucleare

Regione: Formigoni, Cota e Zaia contrari, Caldoro dice sì al nucleare

Stefano Caldoro dice “sì” al nucleare. Nella Conferenza Stato- Regioni sono state solo quattro le amministrazioni regionali, tutte di centrodestra, ad accettare l’installazione di centrali nucleari sul proprio territorio.
La Lombardia ha però subito frenato: “In questo momento non c’è bisogno di centrali di nessun tipo in Lombardia- ha affermato il Presidente Formigoni-, perché la regione ha raggiunto l’autosufficienza energetica”; corsa al distinguo anche per i governatori leghisti Zaia e Cota mentre Caldoro, riguardo alla posizione della Campania, ha dichiarato: “In questa delicata materia è necessario evitare le posizioni strumentali ed ideologiche. L’Italia, è noto, ha un problema con l’approvigionamento e il costo dell’energia ed è opportuno intervenire in questa direzione per colmare un gap che penalizza le imprese e le famiglie- ha spiegato il governatore campano-. Il Governo quando deciderà di operare sceglierà d’intesa con le istituzioni locali i siti più idonei per le centrali nucleari”. Insomma Caldoro è sicuro di affermare un sì politico al nucleare, ma non assoluto: “La Campania non esprimerà un no di carattere pregiudiziale- chiarisce- ma appare evidente che non ci siano, credo, le condizioni per pensare a degli impianti qui in Regione. Saranno comunque gli esperti ad individuare e suggerire le soluzioni opportune”.
Frenate, distingui e precisazioni a parte resta il si al decreto numero 31, che fissa il ritorno dell’Italia all’uso dell’energia nucleare. Una posizione convinta, dato lo smarcamento dal governo centrale di altre Regioni amministtrae dalla stessa maggioranza, allineate a quelle del centro-sinistra.
La posizione di Caldoro non coglie di sorpresa. L’apertura al nucleare è una linea che aveva assunto in campagna elettorale, ma il dramma giapponese dà un nuova valenza, e una diversa risonanza, alla scelta.
A ciò contribuiscono anche le dichiarazioni del sottosegretario alle Attivita’ produttive, Stefano Saglia, che a margine della riunione, poi rinviata ad oggi, della Commissione competente, ha affermato che le centrali “non verranno costruite nelle Regioni che negheranno l’assenso alla localizzazione degli impianti nel loro territorio”.
Difatti oggi si aggiorna la Commisisone Attività Produttive della Camera, all’ordine del giorno ancora la discussione sulla localizzazione delle future centrali nucleari e dei siti di stoccaggio dei rifiuti radioattivi. I tempi però sono strettissimi: l’esecutivo deve esercitare la delega entro mercoledì della prossima settimana e le commissioni parlamentari di Camera e Senato devono esprimere il loro parere sul testo del decreto legislativo varato dal governo. Ma lunedì e martedì a Montecitorio non si lavorerà perché si tiene un concerto diretto da Riccardo Muti. Nonostante il più volte annunciato convincimento del Governo, con le gravi mancanze denunciate nei giorni scorsi dal presidente dell’Agenzia alla sicurezza nucleare Umberto Veronesi, i ripensamenti dei maggiori produttori di energia nucleare mondiale, con l’opinione pubblica sempre più preoccupata e con un referedum alle porte, il progetto di ritorno al nucleare vive giorni di profonda incertezza.

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