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Sant'Angelo dei L. - Franco Roberti: "Dobbiamo superare la paura e perseguire la verità"

Sant'Angelo dei L. - Franco Roberti:

Legalità, coscienza civile e coraggio di perseguire sempre la verità. Sono stati questi i punti cardine del secondo appuntamento dell’iniziativa “Aperitivo con l’autore”, promossa dall’amministrazione comunale di Sant’Angelo dei Lombardi, che ha visto come ospite d’onore il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, cittadino onorario di Sant’Angelo e il suo libro “Il contrario della paura”.
Un libro che ha offerto diversi spunti di riflessione, messi in evidenza dai relatori moderati dal giornalista Gianni Colucci. Al tavolo dell’auditorium del Liceo “F. De Sanctis”: il sindaco di Sant’Angelo Rosanna Repole, il dirigente scolastico Giovanni Ferrante, Diana De Martino, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia; Nicoletta Giammarino, consigliere presso la Corte d’Appello di Napoli, Gaetano Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e l’autore Franco Roberti.
Tanti gli studenti seduti in platea che hanno potuto assistere ad una importante lezione di legalità, facendo tesoro delle spiegazioni e dei consigli di Roberti per essere cittadini consapevoli della nostra società.
Una lezione che secondo il dirigente Ferrante “serve a maturare comportamenti civili, mettendo al centro la dignità dell’uomo”.
“Un aspetto importante che viene fuori dal libro è un elemento di cui abbiamo parlato in questi giorni e cioè l’operazione della verità. È importante non permettere alle paure di prendere il sopravvento perché come dice Roberti “le paure non aiutano a crescere”. Questa comunità ha avuto il coraggio di essere accogliente perché ha fatto proprio questo concetto che Roberti spiega bene nel suo libro. Superando le paure e accogliendo la verità i ragazzi saranno più consapevoli e più responsabili”, ha esordito il sindaco Repole, alle cui parole hanno fatto eco quelle dell’Arcivescovo Mons. Pasquale Cascio che ha spiegato come solo in “una società in cui regna l’amore non c’è timore o paura”. 
Puntuali e magistrali sono state le parole di Franco Roberti che con la sua nota affabilità e scorrevolezza nel dialogo ha saputo ben spiegare come vivere all’insegna della legalità e come gli “Anni di Piombo” abbiano influenzato il modo di vedere la criminalità organizzata: “Essere cittadini onorari è una cosa che io sento molto. Comporta una responsabilità in più e cioè mettere le proprie esperienze e conoscenze a disposizione della comunità a cui si appartiene. Oggi sono venuto qui per parlare del nostro esser cittadini nella società odierna, guardando al futuro e alle nuove prospettive”, ha esordito il magistrato . 
“Ricordo bene l’anno 1980 che fu tragico per tutto il Paese. Da quel momento cominciò quel percorso che portò alla costituzione della Direzione Nazionale Antimafia. L’anno si aprì con l’omicidio di Piersanti Mattarella per mano della Mafia. Quelli furono gli anni di piombo con una serie di omicidi di mafia e atti terroristici interni, coma la Strage di Ustica e quella della stazione di Bologna. In seguito si aggiunse anche il terremoto in Irpinia. insomma un anno catastrofico”, ha aggiunto Roberti.
“Da questi episodi cominciò a prendere piede un concetto importante: combattere le mafie lì dove si infiltrano. E qui a Sant’Angelo c’erano già i segni dell’economia mafiosa: ce ne accorgemmo quando ci interrogammo sul fatto che edifici che dovevano avere norme antisismiche erano crollati. Andando a fare accertamenti scoprimmo che le norme non erano state rispettate e inoltre le case erano state realizzate con il cemento della camorra. La criminalità organizzata si infiltra in tutte le situazioni che permettono di fare soldi. Proprio con la ricostruzione del post terremoto ci fu chi approfittò dei soldi che arrivavano per arricchirsi e questa fu una degenerazione legata alla corruzione e alla criminalità organizzata che purtroppo hanno anche rallentato la ricostruzione stessa”, ha spiegato il Procuratore, andando a puntualizzare proprio sul fenomeno mafioso e camorristico al Sud: “La Mafia è cambiata. Oggi il mafioso preferisce pagare per entrare negli affari piuttosto che intimorire. La violenza serve solo per mantenere la rispettabilità dei patti criminali. La Camorra come tutte le mafie si infila nelle disuguaglianze sociali, facendo patti con ricchi senza scrupoli e reclutando nella manovalanza i disperati della società. Sfruttano le disuguaglianze normative tra i vari paesi insediandosi dove c’è meno pressione investigativa verso questo fenomeno. A Napoli ad esempio si nega la realtà che la camorra faccia parte della società. Non è un fatto occasionale, ma cronico e strutturale”.
Parole dure quelle di Roberti per spiegare come la paura sia un grande blocco della società: “I cittadini devono essere consapevoli che bisogna superare almeno in parte la paura e perseguire la verità”.
Un concetto quello di superare la paura ripreso anche dalla Dott.ssa Giammarino che ha voluto soffermarsi in particolare sulle conseguenze che il timore e la disperazione ha nella questione dei migranti e nell’attecchimento dell’illegalità nella società: “Quando le persone non hanno possibilità economiche per sé e la propria famiglia si prestano a diventare o manovalanza dell’illegalità oppure vittime dell’illegalità stessa. Allo stesso modo se gli immigrati continuano a essere visti come altro da noi, ovviamente diventano terreno facile per la criminalità. La mia speranza è che la paura non condizioni troppo il nostro vivere e non ci impedisca di guardare l’altro come un essere umano come noi, con gli stessi sentimenti. E come dice Franco Roberti: “Se vogliamo essere uomini liberi dobbiamo superare prima di tutto il timore””.
Un attacco alle mafie è arrivato anche da Gaetano Daniele che ha dichiarato: “Volevo dire ai ragazzi che spesso le mafie sono state considerate un male o un tratto specifico del Sud. E’ che sono il nostro principale svantaggio e ci rubano il futuro, ma vorrei aggiungere che questo Sud  è anche quella terra che ha dato tanti eroi dell’antimafia” e rifacendosi al titolo del libro di Roberti Daniele ha concluso: “Il contrario della paura è la verità, ma non la verità assoluta, ma quella umana  e che si può perseguire solo da uomini liberi”. di Imma Finelli _

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