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Atripalda - Il Comune avvia l'iter per aderire al sistema Sprar per i rifugiati

Atripalda - Il Comune avvia l'iter per aderire al sistema Sprar per i rifugiati

Anche l'amministrazione comunale di Atripalda ha deciso di avviare l'iter per istituire in città un Centro Sprar che dovrà accogliere 35 rifugiati. Un sistema a cui diversi Comuni stanno decidendo di aderire perché permette ai sindaci di effettuare delle scelte oculate prevedendo anche la clausola di salvaguardia ed a seconda della popolazione esistente su un territorio non si possono ospitare più di un numero di migranti. In questo modo, così come spiegato anche dall'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Atripalda Nancy Palladino "si scongiura l'arrivo indiscriminato come si è avuto in alcuni comuni".
Con questo nuovo metodo si cerca di superare il sistema di accoglienza straordinaria attualmente esistente che in molti casi si è rivelato fallimentare, ma soprattutto garantisce migliori condizioni di vita ai richiedenti asilo, favorendone l'integrazione nelle comunità in cui vengono ospitati. Questo perché con il nuovo sistema è direttamente il Comune a gestire il Centro Sprar e i migranti vengono inseriti in un programma di protezione, formazione e integrazione sociale.
Con l'avvio dello Sprar, dunque, anche ad Atripalda verranno dismessi i due Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas), ubicati in via Orto dei Preti e in via Mastroberardino e che attualmente ospitano 47 migranti. Quindi con il Centro Sprar ad Atripalda sarebbe inferiore il numero dei migranti da accogliere e gestire, con un indotto anche per il Comune che può avere maggiore contezza "di quanti immigrati ci sono e cosa fanno" come in alcuni paesi dell'Alta Irpinia che hanno attivato da tempo i centri Sprar.

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