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Carcere di Ariano, Maraia: "Problemi strutturali e carenza di organico"

Carcere di Ariano, Maraia:

In seguito alla rivolta di cento detenuti avvenuta qualche giorno fa nel Carcere di Ariano Irpino, l'attenzione sulla struttura rimane alta. Nella giornata di ieri il deputato del Movimento 5 Stelle Generoso Maraia  e Michele Minieri di Radicali Italiani, hanno visitato il carcere per comprendere meglio la situazione in cui versa la struttura.
Intanto al Ministro Guardasigilli Alfonso Bonafede, l'On. Maraia consegnerà una nota con le impressioni sulla visita effettuata in compagnia del direttore del Carcere di Ariano Gianfranco Marcello.
Da parte sua Maraia ha messo in evidenza le criticità che è riuscito a constatare nel corso della sua visita: "E' emersa una grande disponibilità al confronto sulle problematiche interne, ma posso anticipare che permangono problemi strutturali e di carenza di organico", ha dichiarato Maraia che ha subito spiegato: "Innanzitutto c'è una grande sproporzione tra il numero dei detenuti presenti e quello degli agenti di polizia penitenziaria in servizio".
Insomma il personale è poco, tenendo conto del fatto che ci sono 288 detenuti (il numero è stato abbassato da 300 a 288 dopo l'episodio di rivolta avvenuto la scorsa settimana) e solo 30 agenti che operano per ogni turno; una situazione che lascia intendere come sia facile incappare in episodi incresciusosi come quello avvenuto lo scorso 13 giugno.
Di fronte a tale situazione l'impegno di Maraia è stato chiaro: "Insisterò con il Ministro perché vengano inviate subito altre venti unità, peraltro già sollecitate dalla direzione della casa circondariale".
Oltre al grave problema della mancanza di personale, tuttavia, ci sono anche altre criticità che andrebbero risolte: i cancelli di sicurezza che non funzionano al meglio, gli ascensori, la mancanza di spazi per le attività ludiche. Inoltre non è assicurata da parte dell'Asl di Avellino la presenza di figure professionali importanti come un neuropsichiatra ed infine si registra l'assenza di educatori che dovrebbero essere inviati dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Si tratta di problemi strutturali che non lasciano presagire nulla di buono. Ad esserne convinto è lo stesso Maraia che è stato schietto: "Se qui non avviene qualcosa di più grave è già un miracolo per le condizioni che ci sono. Non c’è nulla da meravigliarsi nel leggere notizie che parlano di fibrillazioni interne, di difficoltà nella gestione dei detenuti perché gli spazi e il numero di personale non sono sufficienti. E' emblematico il problema del cancello di sicurezza che non regge ed è stato costruito da pochi anni. Inoltre abbiamo la completa assenza dell’Asl, non esiste un neuropsichiatra, figura indispensabile e per quel che riguarda l’istruzione, mancano gli educatori, ve ne sono solo due  che non riescono a far fronte ad un numero così elevato di detenuti. Molto probabilmente, se ci fossero state almeno queste figure, ciò non sarebbe accaduto".
Anche Michele Minieri dei Radicali Italiani, giunto ad Ariano in occasione del 35° anniversario dell’arresto di Enzo Tortora che nel 1984 fu rinchiuso proprio nel penitenziario arianese, ha espresso il proprio disappunto: "Trentacinque anni dopo, nonostante il costante tentativo di riformare l’ordinamento per una “giustizia giusta”, ci ritroviamo dinanzi ad una spaventosa crisi dei principi dello stato di diritto. Il 2018 segna, sotto molteplici aspetti, la reiterata sconfitta della struttura garantista che lo Stato Italiano si era ripromesso di rispettare dopo il fatale errore commesso durante la vicenda giudiziaria Tortora".

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