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Montella - Al convegno sulla castagna, tiene banco il ruolo della comunità

Montella - Al convegno sulla castagna, tiene banco il ruolo della comunità

Giorni difficili per il rapporto tra Irpinia e istituzioni. Dopo il flop dell’incontro in Provincia sull’Atto aziendale dell’Asl a causa dell’assenza dei rappresentanti regionali e dell’Asl stessa, un copione simile si è ripetuto questa mattina al Centro Sociale di Montella dove si è tenuto il convegno “L’Irpinia e il suo territorio”, nell’ambito della 35esima edizione della “Sagra della castagna IGP”. 
Questa volta a disertare la seduta, tuttavia, sono stati i rappresentanti del Governo centrale. Erano attesi, infatti, il parlamentare europeo On. Fulvio Martusciello, l’On. Antonio Tajani presidente del Parlamento Europeo,il Sottosegretario Umberto Del Basso De Caro e Maurizio Martina Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali che, per varie ragioni, hanno dato forfait.
Presenti, invece, al tavolo dei relatori moderato dal giornalista Marco Stagliano  la senatrice Angelica Saggese, il Presidente Ciriaco De Mita, la presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio, il senatore Cosimo Sibilia, il vice governatore della Regione Campania Fulvio Bonavitacola e Camillo Catarozzo della BCC di Battipaglia.
Tra il pubblico diversi sindaci tra cui: Giuseppe Fiorillo (Rocca San Felice), Michele Di Maio (Calitri), Rosanna Repole (Sant’Angelo dei L.), Stefano Farina (Teora), Amado Delli Gatti (Torella), Filippo Nigro (Bagnoli I.) e Salvatore Vecchia (Cassano I.).
Un’ennesima occasione di confronto che non è riuscita ad andare completamente in porto e che aveva come scopo quello di discutere delle prospettive bell’ambito dell’agricoltura, fonte principale di guadagno per diverse aziende del territorio altirpino con una particolare attenzione alla filiera castanicola.  
Una decisione che ha fatto infuriare il sindaco Ferruccio Capone che ha “bocciato” questo comportamento:  
Se il territorio chiama per il confronto, il governo è tenuto a rispondere. Oggi non abbiamo più bisogno di parole, ma di cose concrete e chi ha responsabilità politica non può tirarsi indietro”, ha esordito Capone che ha continuato: “Sono scontento per l’assenza di Tajani, Martusciello e Martina perché proprio con quest’ultimo avremmo voluto parlare della storia dell’Irpinia, delle sue esigenze. Tajani e Martina hanno dato forfait, ma non possono defilarsi dalle proprie responsabilità. Avrebbero dovuto essere qui per spiegarci cosa significa agricoltura migliore, agricoltura di precisione e per i giovani, agricoltura a chilometro zero e rispetto all’Europa e ai marchi IGP e DOP che sono strategici per la nostra terra. Cosa sta facendo il Ministero per questa politica? Avremmo voluto parlarne con loro”
In questo ambito si inserisce la Sagra della castagna che ogni anno dà nuove soddisfazioni: “Questa sagra è cresciuta a dismisura. Abbiamo raggiunto in due giorni e mezzo le 150mila presenze e credo sia un record nazionale. Quest’anno inoltre abbiamo voluto valorizzare il territorio non solo per le tradizioni enogastronomiche, ma anche per la sua storia e cultura”, ha dichiarato Capone che ha sottolineato la necessità di lavorare insieme per lo sviluppo delle comunità, sposando l’armonizzazione tra territorio e istituzioni: “Oggi siamo qui insieme senza fare la politica dei partiti, ma per la politica del nostro territorio."
Allo stesso modo anche la D’Amelio ha invitato ad uscire da una logica di singola comunità e lavoarre insieme per ampliarsi e combattere la desertificazione: “Possiamo farlo solo dando occupazione ai giovani e migliorando il turismo che non sia solo mordi e fuggi, ma un motivo per trattenersi. La sfida si può vincere. Io ci credo”.
Il senatore Sibilia e la senatrice Saggese hanno parlato di grandi capacità e necessità di sfruttare gli strumenti a disposizione. “Abbiamo tutte le condizioni per fare un ragionamento territoriale che possa farci tendere a traguardi sempre più ambiziosi entrando nel panorama nazionale e mondiale. L’Alta Irpinia non ha nulla da invidiare alle aree interne del resto del paese”, ha detto Sibilia.
“Molte volte gli strumenti ci sono, ma non riusciamo a creare un collegamento tra chi ha le idee e chi può realizzarle. Serve un cambio di prospettiva perché fino ad ora i piccoli comuni erano visti negativamente dal Governo, ora abbiamo un passo di cambio che mira a riconoscere la bellezza della diversità della nostra Italia”, ha spiegato la Saggese.
Della stessa idea anche il vice presidente Bonavitacola: è finito il tempo in cui i piccoli comuni venivano visti semplicemente come delle zavorre da eliminare. 
“Non c’è più una tendenza napolicentrica o costierocentrica come una volta. L’attenzione per le zone interne c’è. Noi guardiamo alla Campania per quello che essa rappresenta con bellezze diffuse nelle aree urbane, ma anche nelle zone interne che prima erano considerate arretratezze. Certamente i numeri fanno la loro parte, ma le cose sono cambiate. Prima si pensava che i montanari fossero fuori dalla storia del paese e negli anni è cresciuta questa modernità malata che adesso bisogna scardinare”, ha spiegato Bonavitacola.
“Purtroppo stiamo assistendo ad una mutazione lenta e innaturale del nostro vivere: nel mondo di domani ci sarà una parte del pianeta che cercherà di acchiappare il progresso per uscire dalla fame, mentre la parte dell’opulenza viaggia verso un manicomio planetario. In questo mondo un territorio che ha un rapporto straordinario con la natura come l’Alta Irpinia deve essere difeso. Dobbiamo spogliarci della finta modernità e capire che il progresso è montanaro. Dobbiamo creare un brand Alta Irpinia e in questo modo saremo altamente competitivi”, ha dichiarato Bonavitacola.
Insomma bisogna puntare sulla natura e sulla montagna che è l’unica salvezza che resta rispetto all’urbanizzazione continua che porterà alla distruzione.
Per puntare sulle bellezze del territorio e la natura, tuttavia c’è bisogno di proposte, ma soprattutto di collaborazione tra le parti andando oltre le fazioni politiche.
“La politica si è ridotta più alla lamentela che alla riflessione. Viviamo in una comunità dove la cosa meno progredita è la classe dirigente che non fa proposte. Siamo troppo abituati alla politica come scontro”, ha esordito De Mita a cui sono state affidate le conclusioni: “L’impegno che abbiamo preso con la Comunità dell’Alta Irpinia è un esperimento che se riuscisse sarebbe una grande novità della politica vista non come scontro, ma confronto per il rilancio del territorio. L’obiettivo è ricomporre una comunità. Quindi dico a me stesso e a tutti i sindaci che l’impegno dell’Alta Irpina è risolvere il problema indipendentemente da dove il problema si crea. La comunità deve avere il senso di solidarietà ed evitare di esaltare la contestazione. I giovani devono vedere una politica di chi fa a gara a fare meglio”.
A proposito di lamentele è arrivata pronta la bacchettata del presidente De Mita circa quello che sta succedendo negli ultimi tempi sul tema sanità: “Nel Progetto Pilota riguardo la Sanità abbiamo pensato di usare tutte le risorse del Governo per migliorare le cose, quindi mi sembra strano che si faccia la battaglia contro la Regione sull’Atto aziendale, lo trovo immorale. Ci deve essere un concorso di risposte e non un scontro sulla lamentela”, questa la posizione del presidente; chissà se i diretti interessati la pensano come lui.
De Mita ha ribadito l'unanimita raggiunta da parte del progetto pilota anche per la parte riguardante la Sanità, ma ad onor del vero, l'atto aziendale proposto dalla manager Morgante al centro delle polemiche delle ultime ore,  è cosa diversa dal Progetto Pilota  delle cui indicazioni si deve tener conto ma non sono esclusive in quanto non riguardano la quotidianità che deve essere garantita con interventi ordinari. 
La riunione dell'assemblea dei sindaci fissata nella mattinata di lunedì a Nusco per l'approvazione dell'APQ, servirà pertanto a comprendere meglio le diverse posizioni e il ruolo degli attori del Progetto Pilota.

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