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Progetto Pilota e Sanità: De Mita ancora contro la Repole che abbandona la seduta

Per il portavoce del Progetto Pilota, "I comuni non esistono ..."

Progetto Pilota e Sanità:  De Mita ancora contro la Repole che abbandona la seduta

Il tema sanità continua a seminare divisioni in Irpinia. Il confronto di questa mattina nell’ambito del Progetto Pilota a Nusco ne è stata la prova. Un incontro ancora turbolento che si è risolto con uno scontro diretto tra il Portavoce del Progetto Pilota Ciriaco De Mita e il sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi Rosanna Repole, con la conseguente uscita dalla sala del primo cittadino santangiolese.
Lo scontro era nell’aria riguardo un tema alquanto scottante e così è stato. Viste le polemiche innescatesi negli ultimi giorni c’era da aspettarselo che una seduta di confronto si risolvesse in qualcos’altro.
Al tavolo dei relatori, insieme a De Mita, erano presenti la manager dell’Asl Maria Morgante e il direttore sanitario dell’Ospedale “Criscuoli” di Sant’Angelo dei L. Angelo Frieri. Insomma i diretti interessati c’erano, ma non si è riusciti a quagliare nulla.
Il primo a prendere la parola è stato il presidente De Mita: “Finalmente il nostro programma è stato approvato”, ha esordito, continuando: “Un programma che ha consumato molto tempo. Nella fase iniziale c’è stato un dialogo difficile, ognuno vedeva le questioni nel perimetro del proprio comune, ma poi c’è stata una notevole convergenza e abbiamo chiuso all’unanimità a marzo. Credo che da oggi in poi dobbiamo organizzare in che modo partecipiamo al processo. Da oggi in poi lo stare insieme diventa una regola, poi possiamo anche avere idee diverse, ma dobbiamo discutere per fare qualcosa non per impedirla”.
Da qui le dichiarazioni che hanno scatenato il caos: “Non voglio più leggere sui giornali che un sindaco sul programma dell’Alta Irpinia parli del proprio comune, i comuni non esistono! Con questa esperienza contiamo un salto di qualità nell’organizzazione della nostra area”, ha spiegato De Mita aggiungendo: “È accaduta una vicenda di uno squallore insopportabile: con il Progetto Pilota abbiamo riservato l’utilizzo dei fondi per sanità, trasporti e scuola. Per la sanità è stato approfondito il problema e sono stati destinati oltre 3 milioni di euro. A che serve fare polemiche se è stato discusso. Dovete mettervi in testa che non esiste l’ospedale di Sant’Angelo , ma è del territorio”. L’evidente riferimento è alla vicenda del ricorso al Tar avanzato dal sindaco Repole e il sindaco Michele Vignola contro l’atto aziendale dell’Asl che penalizza gli ospedali del territorio irpino.
“Abbiamo deciso di potenziare l’ospedale di Sant’Angelo con i fondi del Progetto Pilota, dunque ribadisco e non voglio più dirlo: l’Ospedale a Sant’Angelo non è del Comune e  quando leggo che il consiglio si riunisce per deliberare, la trovo di una meschinità assurda”, ha denunciato De Mita.
Dichiarazioni che non hanno lasciato impassibile la Repole che ha controbattuto: “Noi non facciamo polemiche, vogliamo ascoltare e condivido tutto del progetto pilota e quello che fa l’Asl, ma c’è un’ordinarietà da rispettare e voglio che lo si faccia. Ho diritto ad esprimere un’opinione?”, ha dichiarato a gran voce la Repole, ma la risposta del presidente è stata secca: “Per mesi ho sopportato fin troppo le dichiarazioni di questa donna. Lei non ha titolo di occuparsi di sanità e la deve smettere di pensare che Sant’Angelo sia la capitale del mondo”.
A questo punto la Repole ha abbandonato la seduta concludendo: “Sono stufa di essere sempre offesa, io e la mia comunità”. Un’uscita seguita dalle parole infervorate del presidente: “Non tollero più la dialettica della mano tesa. Un sindaco che titolo ha di decidere? Solo l’unione dei sindaci è in condizione di discutere. Una persona che dice di rappresentare Sant’Angelo e poi riunisce il consiglio per deliberare si rende ridicola: questa idea di singolarità ci fa andare indietro. Se il sindaco di Sant’Angelo va via non mi frena, perché l’Ospedale non appartiene al Comune ma alla comunità”, ha dichiarato il presidente.
A sostenere il discorso intrapreso dalla Repole, il sindaco di Montella Ferruccio Capone che ha ribadito l’importanza di fare comunità, sottolineando tuttavia che: “le decisioni si discutono e mai qualcuno può imporre la sua volontà”, continuando rivolgendosi a De Mita: “Quando dici che i sindaci devono azzerarsi e pensare alla comunità sono d’accordo in parte: non possiamo non far parlare un sindaco che può avere un problema nel suo paese. Quando decidemmo che non volevamo una giunta esecutiva è proprio perché tutti e 25 i comuni devono dare un contributo e possono avere un problema locale che devono portare all’assemblea e risolverlo. Sant’Angelo ha un problema sull’Ospedale che ricade sul territorio e il sindaco non può nascondersi dicendo non c'entro niente, ma attraverso l’assemblea ha il diritto di contestare. Non glielo si può proibire”.
“Presidente le regole sono le regole, ma bisogna tener presente che questo decreto della Comunità ha diritto a delle deroghe, a degli extra, per ridurre quel gap che abbiamo rispetto alle altre aree. Non dobbiamo attorcigliarci attorno al problema di Sant’Angelo e Solofra, ma ci sono delle discrasie nel piano sanitario di De Luca perché lo stanno contestando tutti”, ha concluso Capone. 
Insomma l’idea di parte dei sindaci è quella di risolvere problemi che realmente ci sono all’Ospedale Criscuoli e di cui evidentemente nell’Atto aziendale dell’Asl non si tiene conto. Anche il sindaco di Torella Amado Delli Gatti ha sottolineato ad esempio la necessità assoluta di potenziare il Pronto soccorso.
Da qui il presidente ha addolcito un po’ la pillola, arrivando ad una conclusione: “I sindaci in questa sede devono parlare di problemi della comunità inseriti nell’area e che hanno una ricaduta nell’area. Anche io non sono contento alla risposta immediata data a Sant’Angelo, sicuramente l’ospedale va potenziato perché così com’è non regge. Con le risorse che ci sono vediamo cosa si può fare, riducendo le prestazioni e non la completezza del servizio sanitario. Domani mattina con la Morgante rileggeremo il documento sulla Sanità approvato in questa sede e vediamo cosa si può fare e modificare. Domani faremo un controllo delle cose scritte perché quando le abbiamo approvate non volevo approvarle, ma l’ho fatto perché mi si disse che potevano essere modificate”, parole che tuttavia la Repole non ha potuto ascoltare direttamente.
Doveroso l’intervento della Morgante che ha chiarito: “Negli ultimi giorni sono stata oggetto di attacco per l’Atto aziendale con il quale abbiamo pensato a tutto il territorio. Dobbiamo saper utilizzare quello che abbiamo per migliorare. Per dare una risposta al sindaco di Sant’Angelo: io sono propensa al dialogo, la mia presenza qui lo dimostra. Quello che dicevo nei giorni scorsi è semplicemente che non c’era un comitato di rappresentanza dei sindaci per rappresentare tutti. Se ci fosse stato penso che le polemiche degli ultimi giorni non ci sarebbero state perché il direttore generale avrebbe avuto 5 sindaci con cui stilare l’atto. Ho avuto la pazienza di ascoltare tutti i 118 sindaci per fare l’atto sappiatelo. Lei ha chiesto un confronto e io sono qui, e mi dispiace sia andata via. Il presidio di Sant’Angelo dei L. è dell’Alta Irpinia, non c’è stata penalizzazione, sono stati garantiti i servizi che devono crescere grazie anche all’aiuto del Progetto Pilota”.
Insomma incontro che lascia le posizioni distanti con interpretazioni che travalicano le comunità. 
La Storia e' destinata a continuare...

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