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Dai Comuni

Progetto Pilota - Polemiche sulla costituzione del partenariato sulla forestazione

Aspro confronto De Mita -Vecchia con Ruggiero che puntualizza

Progetto Pilota - Polemiche sulla costituzione del partenariato sulla forestazione

Si entra nella fase operativa e i Comuni del Progetto Pilota sono chiamati a costituire un partenariato per costruire l’iter che porterà alla realizzazione del progetto sulla forestazione e sulla realizzazione dell’Azienda Forestale.
Si tratta di un progetto importante per la tutela e valorizzazione del patrimonio forestale e boschivo dell’Alta Irpinia, di cui già si era cominciato a discutere qualche settimana fa, e che oggi è stato ripreso alla presenza del responsabile dell'Uncem (Unione Nazionale Comuni Comuntà Enti Montani) Luca Lo Bianco.
L’obiettivo dell’incontro e' stato quello di trovare una sintesi e capire in che modo partecipare al bando regionale per la costituzione di un partenariato pubblico-privato per avviare il progetto sulla forestazione. 
“Si tratta di un periodo importante che sollecita decisioni”, ha esordito il presidente Ciriaco De Mita che ha aggiunto: “Dobbiamo definire come andare avanti per le definizione dell'azienda forestale. Credo che sia idea comune quella di creare un processo da realizzare oltre che un obiettivo. Dunque invito i sindaci ad operarsi per collaborare e pensare a progetti per queste iniziative. Organizzare le infrastrutture è l'obiettivo primario per fare in modo che altre cose si realizzino. Ripeto che necessita uscire da una visione singola perché credo che voi non siate ancora convinti che le cose che si fanno non cadono in un solo comune ma interessano tutta la comunità”.
La parte della spiegazione tecnica sul prossimo passo da fare è toccata a Lo Bianco che ha messo in evidenza l’importanza di costituire un partenariato per poi pensare alla fase degli interventi e dei relativi finanziamenti: “Gli effetti dei processi che ci auguriamo vadano in porto varranno per tutta l'area in questione e non è detto che le azioni non possano avere ricadute anche al di fuori dell’area interessata da boschi e foreste”.
“Da tenere bene a mente che non si tratta di un'azione di studio ma di partenariato. I processi avranno percorsi diversi con finanziamenti diversi per esempio l’infrastrutturazione del bosco, l'agricoltura, il turismo, lo stoccaggio della co2: tutti percorsi che faranno parte di un unico progetto attivato”, ha spiegato Lo Bianco che ha poi affrontato il problema dell’organizzazione e dell’iter amministrativo che potrebbe risultare più ostico: “Il passaggio alla fase attuativa ha un iter obbligato. Risponderemo al bando regionale con i criteri giusti di questo partenariato con partner capofila Montagne Italia. I comuni dovranno deliberare l'adesione al partenariato a settembre e poi si procederà alla sua costituzione. La cifra stanziata per questa fase, ossia per costruire il partenariato è di 200mila euro, mentre il vero degli investimenti da fare lo stabiliremo in seguito. L’importante è muoversi perché più tempo impieghiamo in questa fase di organizzazione, meno tempo abbiamo per sfruttare i finanziamenti. Qui conta molto la capacità delle amministrazioni di mettere a disposizione in maniera veloce e intelligente i materiali necessari”.
A creare qualche polemica, tuttavia, è stato proprio il criterio per costituire il partenariato. A sollevare perplessità è stato soprattutto il sindaco di Cassano Salvatore Vecchia che ha chiesto la partecipazione di tutti e 25 i comuni del Progetto Pilota al partenariato per evitare che qualcuno rimanga fuori e possano generarsi degli antagonismi: “Poiché il bando è rivolto ai comuni che compongono il progetto pilota e non alla comunità dell'Alta Irpinia, vorrei capire chi partecipa al bando di questo progetto, cioè solo i comuni in cui ricade la montagna o tutti e 25 i comuni? Mi auspico che la Comunità dell'Alta Irpinia partecipi sempre insieme in qualsiasi bando”.
Insomma la prospettiva auspicata dal sindaco di Cassano è stata quella di partecipare compatti al partenariato, facendo poi in seguito delle distinzioni andando ad operare solo sui comuni che possiedono maggiore patrimonio boschivo. Puntualizzazioni che, tuttavia, hanno suscitato le puntualizzazione del presidente De Mita che ha risposto: “Noi le cose le decidiamo insieme, quindi decidiamo in maniera tranquilla e in maniera franca qui in questo luogo senza inciucio e provocazione. In una squadra si gioca tutti insieme, ma ognuno ha un ruolo. La mia idea è che i comuni interessati all’argomento abbiano maggiore attenzione sulla questione, ma questo non significa che avrà un vantaggio per sé, perché quello che viene realizzato va a vantaggio di tutti. Io ho altre preoccupazione, non della partecipazione di tutti i sindaci, ma delle difficoltà operative per l'utilizzo dei fondi. Trovo arretrata questa idea di esserci per forza. I beni non sono più del singolo comune ma della comunità dell'alta Irpinia. Se superiamo in settarismo possiamo andare avanti altrimenti sarà difficile. Chiedo ai sindaci uno scatto di intelligenza, il progetto pilota ha senso solo se si superare l'idea del singolo”.
Insomma De Mita ha chiaramente messo in evidenza l’idea di dover far partecipare al partenariato e al bando solo i comuni interessati in termini di area boschiva, accompagnato anche dalle parole di Lo Bianco: “Meglio che i partenariati siano oggettivi ossia che su una cosa ci siano coloro che quella cose ce l'hanno. Tecnicamente è corretto che questa misura la faccia chi è interessato, fermo restando che il partenariato riporti ciò che succede all'Area Pilota. La mia idea è quella di inserire nel bando i comuni che hanno la percentuale piu alta di boscosità. Poi quando partirà l'azienda forestale riguarderà tutta l'area pilota e anche l'esterno. O funziona il patto politico originario, altrimenti se ogni volta si mette in discussione la parte politica, diventa complicato operare”.
Parole che si sono poi scontrate anche con l’opinione di Salvatore Ruggiero che, dichiarando di essere intervenuto alla riunione non in rappresentanza del Comune di Lioni, ma della Comunità Montana, ha così commentato: “Vedo che avanzano gli appetiti dei singoli comuni che potrebbe portare i singoli a fare una propria proposta. Quello che manca è una prassi che non mi sembra ci sia ancora però siamo ancora in tempo per superare gli ostacoli e gli appetiti paesani partecipando tutti al partenariato”.
L’importanza della collaborazione di tutti è stata sottolineata anche da Rosanna Repole che ha dichiarato: “Penso che politicamente dobbiamo tenere unito il tavolo dei 25 comuni”
Tante polemiche che hanno interessato quasi due ore di riunione e che alla fine ha visto la decisione dell’assemblea di optare per la partecipazione di tutti al partenariato, fermo restando il fatto che in seguito si dovrà designare il Comune capofila e chi dovrà operare nei vari interventi da effettuare. Di Imma Finelli

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