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Alto Calore - Il Bilancio passa con il 94% di voti favorevoli, ma non mancano le polemiche

Alto Calore - Il Bilancio passa con il 94% di voti favorevoli, ma non mancano le polemiche

E' stato approvato il Bilancio dell'esercizio 2016 dell'Alto Calore che ha ottenuto il lasciapassare dell'assemblea dei soci. Al momento del voto erano presenti 80 sindaci, che rappresentano il 60% delle quote. Di questi il 94,75% ha espresso parere favorevole al documento illustrato dal presidente Lello De Stefano. Contrari il 5, 25% rappresentato dai delegati di Ariano Irpino e San Nicola Manfredi, entrambi di Forza Italia.
Inoltre si è registrata la corposa assenza dei 6 sindaci dell'Udc di De Mita (Altavilla, Flumeri, Capriglia, Parolise, Monteforte e Torrioni) che hanno giustificato la propria assenza e il proprio dissenso attraverso un documento che ha attaccato duramente l'attuale gestione della società e consegnato in assemblea dal sindaco di Petruro Giuseppe Lombardi.
Nel corso della seduta il presidente De Stefano, pur evidenziando un lieve aumento del debito storico dell'ente da 118 a 127 milioni di euro, ha evidenziato anche le importanti operazioni di risanamento dell'azienda che altrimenti sarebbe fallita, a partire dal contrasto agli sprechi, un'importante spending review, alla ricontrattazione sul riacquisto dell'acqua irpina e una significativa riduzione della spesa su alcuni settori come l'energia elettrica. In questo modo si è potuti arrivare ad un bilancio che si è chiuso con un utile di 67.159 euro sulla gestione caratteristica e un Mol di 608.682 euro.
De Stefano, tuttavia, ha sottolineato che la strada è ancora lunga e in salita se si vuole evitare il fallimento, andando ad operare una serie di interventi strutturali, a partire da un riequilibrio delle tariffe, per salvare l'intero sistema: "Abbiamo sulle spalle il peso di un passato che ha prodotto un debito altissimo. Davanti a noi ci sono tante battaglie necessarie a tutela della nostra terra. Confidiamo molto nel nuovo presidente dell’Eic, che saprà far rispettare le aree interne. Non è giusto che nell’area metropolitana di Napoli si paghi la metà utilizzando la nostra acqua. C'è bisogno di un riequilibrio delle tariffe".
Da qui un affondo a chi ha preferito essere assente e criticare: "Dispiace che ci siano posizioni preconcette, ma preferisco concentrarmi sui tanti sindaci che sono venuti qui a votare per la propria terra, a tutela di un patrimonio che altri hanno sperperato. Servirebbe un serio esame di coscienza da parte di chi ha provocato lo scempio dello sdoppiamento, le consulenze, gli sprechi e quello che è stato in passato l’Alto Calore, in particolare con le assunzioni. Azioni scellerate che non sono venute di certo da chi, come noi, difende una preesistenza storica come l’Alto Calore con rigore morale ed onestà".
Il presidente ha ovviamente guardato al futuro in particolare per quanto riguarda la gestione della risorsa idrica: "L’anno scorso avevamo un progetto in piedi che era l’aggregazione. Rispetto alla rilevante mole debitoria dell’Alto Calore, la possibilità di investimenti e la solidità di un partner come Acea poteva darci margini di sviluppo. Oggi abbiamo l’Eic e con il Contratto di Rete abbiamo un’ulteriore possibilità di continuità aziendale. Il Contratto di rete è uno strumento, ma tutti dovranno tener presente l’Alto Calore è la più importante azienda dell’ambito", ha spiegato De Stefano che ha continuato: "in presenza di un affidamento di 30 o 50 anni, l’ente riuscirebbe anche a riorganizzare i debiti. Io sono un forte difensore del pubblico e tutelerò la mia azienda. Sarò d’accordo sull’aggregazione solo se non si partirà alla pari. Tutti devono saperlo".
Sono stati diversi i sindaci che hanno espresso opinione favorevole a margine delle parole di De Stefano sottolineando l'importanza di difendere l'acqua pubblica e rivedere le tariffe per salvaguardare la risorsa più preziosa dell'Irpinia.

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