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Alto Calore - Mole debitoria sempre più alta: bloccati gli stipendi dei dipendenti

Alto Calore - Mole debitoria sempre più alta: bloccati gli stipendi dei dipendenti

Nuovi problemi all’orizzonte per l’Alto Calore Servizi e questa volta a farne le spese sono proprio i dipendenti dell’ente idrico. Nella mattinata di ieri è stata diffusa una nota a firma del presidente e amministratore delegato dell’Acs Lello De Stefano nella quale si comunicava che la retribuzione del mese di agosto 2017 verrà corrisposta “appena le condizioni economiche lo consentiranno”.
Insomma le difficoltà finanziarie in cui versa l’Alto Calore ha portato ad uno slittamento del pagamento degli stipendi. Un ritardo che a partire da settembre potrebbe ripresentarsi sistematicamente ogni mese a causa della mole debitoria che negli anni è aumentata a causa degli interessi bancari sulle somme dovute ai creditori.
I dipendenti da parte loro hanno immediatamente interpellato la Rsu, attraverso la quale sono riusciti ad ottenere un’assemblea straordinaria con i vertici che si è tenuta ieri nel salone della sede dell’Alto Calore.
Un incontro infuocato che ha visto circa sessanta dipendenti avere un faccia a faccia diretto con i vertici e dal quale sono emerse importanti criticità che avranno ripercussioni non solo sul personale tecnico, ma anche quello amministrativo.
La situazione appare alquanto grave e a pagarne le conseguenze sono i dipendenti che già a giugno si sono visti retribuire lo stipendio in ritardo come anche a luglio, o ancora la quattordicesima riconosciuta per metà.
Le casse purtroppo piangono e ad ammetterlo è stato lo stesso De Stefano. La situazione debitoria non accenna a diminuire anche a causa della crisi idrica che ancora non è stata risolta e che ha comportato ingenti investimenti ed interventi da parte dell'Acs.
Inoltre si aggiunge il problema degli esuberi che riguarda circa 100 impiegati del settore amministrativo e che da settembre potrebbe diventare realtà.
Da parte loro i dipendenti hanno intenzione di portare avanti la propria battaglia e  se non ci dovessero essere risposte dai vertici saranno pronti ad aprire una vertenza con i sindacati.

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