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Alto Calore - Passa il Bilancio, ma le polemiche aumentano

Alto Calore - Passa il Bilancio, ma le polemiche aumentano

Nel pomeriggio si è tenuta la riunione tra i vertici dell'Alto Calore Servizi e i sindaci soci dell'ente per tentare di approvare il Bilancio dell'esercizio 2017. Nonostante il clima di incertezza e tensione che si respirava nei giorni scorsi il presidente Lello De Stefano è riuscito ad incassare il Bilancio Consuntivo 2017 che è passato con il sì dell’89,3% dei presenti, cioè con il 38,14 delle quote contro il 18,64 che ha votato contro.
A rappresentare il pomo della discordia, più del bilancio in sé, è stata la proposta di ricapitalizzazione della società a cui, già nei giorni scorsi, qualcuno si è opposto. In particolare Forza Italia e Movimento 5 Stelle hanno fatto intendere di voler intraprendere strade diverse.
A tal proposito, tuttavia il presidente De Stefano è stato chiaro: "Per una società per azioni, chiederla è un dovere. E’ chiaro che, forse, non sarà possibile. Ma il management deve richiederla per legge. Abbiamo perdite pregresse per almeno 13 milioni che vanno ricostituite".
Il presidente della Provincia e sindaco di Ariano Irpino, Domenico Gambacorta, aveva chiesto già nei giorni scorsi un rinvio del voto di 30 giorni, per valutare soluzioni ulteriori per rilanciare un'azienda sull'orlo del fallimento attraverso un soggetto idoneo, per esempio un advisor pubblico, ma la proposta è stata respinta.
Così l'assemblea è potuta entrare subito nel vivo della discussione che ha visto gli amministratori di centrosinistra votare a maggioranza, come previsto, il documento contabile che prevede 134 milioni di euro di debiti, ma una gestione caratteristica in utile per 37.000 euro.
Di fronte ad una situazione tanto delicata il presidente Lello De Stefano ha palesato anche la possibilità di lasciare l'incarico: "Se lasciare o meno lo decideremo con i colleghi del Cda. Le mie sorti sono secondarie. Io sono pronto a farmi da parte in qualsiasi momento, perché prima verrà qualcun altro è meglio sarà per il sottoscritto. Ho fatto sacrifici enormi, non avendo né le indennità né gli stipendi erogati negli anni scorsi", ha spiegato De Stefano che ha annunciato a stretto giro la convocazione di una nuova "assemblea in cui proporremo la nostra strategia di salvezza per l’azienda e chiederemo ai sindaci di decidere".
La situazione continua ad apparire tragica e il presidente ne è consapevole: "La situazione è comunque molto preoccupante per tutti. Noi non abbiamo mai nascosto nulla – rivendica - la trasparenza è stata la nostra priorità sin dall’inizio. Ora occorre mettere un punto fermo con delle scelte strategiche. Quel che è certo, è che da parte nostra non c’è alcuna volontà di essere ostacolo a nulla perché stare qui non è facile".
L'aria che si respirava quest'oggi a Corso Europa era tesa e lo hanno dimostrato alcuni interventi. "Il direttore amministrativo ha certificato un fabbisogno finanziario di 52 milioni di euro. Risorse da rinvenire o con una ricapitalizzazione dei soci o con un ulteriore indebitamento rispetto ai 134 milioni attuali. Le due opzioni sono impraticabili. Per restituire questa somma con l’attuale avanzo di gestione, occorrerebbero 1.368 anni", ha dichiarato Gambacorta.
"Non credo a questo bilancio, è virtuale, alterato, arrotondato. I debiti galoppano paurosamente. Non possiamo approvare un bilancio solo perché c’è un cda del colore del nostro partito. La rovina di questa azienda rischia di portarsi dietro una trentina di comuni", ha commentato il sindaco di Montella Ferruccio Capone.
Parole dure sono arrivate anche dal deputato pentastellato Carlo Sibilia che insieme agli altri grillini ha promosso la raccolta firme per chiedere le dimissioni del presidente De Stefano e del Cda: "L’impotenza, la staticità e la mancanza di idee di questo cda sono drammatiche. Si chiedono 50 milioni di euro ai sindaci, e nel frattempo saranno pagati dai cittadini sulle bollette. Questo cda faccia un passo indietro nell’interesse di tutti".

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