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Assemblea ATO: Russo non firma, rabbia per il rinvio

Assemblea ATO: Russo non firma, rabbia per il rinvio

Aula indignata quella di stamattina a Palazzo di Città di Avellino: più di 100 sindaci riuniti (15 i comuni assenti) nella prima assemblea ufficiale per l’elezione del Presidente dell’ATO, rinviata a causa della mancata firma della convenzione da parte del comune di Roccabascerana.

Di certo la responsabilità tecnica ricade sulla segreteria generale del Comune di Avellino, che non ha controllato per tempo la firma, ma quella del sindaco Saverio Russo non è stata una dimenticanza. “Non ho approvato lo schema di convenzione perché sapevo che saremmo arrivati a una riunione senza uno schema programmatico – ha spiegato all’assemblea dopo la richiesta di rinvio – Ognuno di noi sindaci ha problemi con la riscossione della TARSU; nonostante questo Roccabascerana ha raggiunto l’85% della raccolta differenziata, aggiudicandosi il premio ‘Comune Riciclone’. Questo però non ha contribuito ad abbassare i costi; la Valle Caudina è sempre assente da ogni organigramma, anche se possiamo avere uno STO. Vogliamo essere più presenti”.

Le ragioni sono sembrate valide ad alcuni, come Ferruccio Capone, che ha appoggiato la proposta di rinvio lanciata ufficialmente dal primo cittadino di Prata Principato Ultra, Gaetano Tenneriello.
“Non è solo un problema di mancata approvazione del regolamento, ci sono in gioco gli interessi dei cittadini.  Bisogna parlare di larghe intese – ha dichiarato il sindaco di Montella – e dare una continuità. Prima del voto, servono indicazioni sui programmi e gli intenti delle future presidenze”.

Rinvio che ha scatenato dunque il caos in comune, tra primi cittadini che hanno lasciato subito l’aula più che irritati e giovani amministratori che non si sono risparmiati uscite improvvisate e individualiste.

“Puerili” le ragioni di Roccabascerana secondo Domenico Gambacorta: “una mancanza totale di rispetto nei confronti degli altri sindaci. Il documento poteva certo essere verificato prima dal comune di Avellino, ma mi sembra molto grave questo atteggiamento per il quale tutti i sindaci vengono convocati qui oggi e qualcuno aspetta per alzarsi e fare il Pierino. Trovo sconcertante attendere di arrivare in questa sede, se si vuole parlare e collaborare esistono tanti modi per far sentire la propria voce.”
Di sicuro l’episodio di oggi è il risultato della spaccatura evidente, in Forza Italia, sulla carica di vice presidente che sarebbe toccata allo stesso Gambacorta, che aveva poi indicato attraverso il comunicato ufficiale della segreteria di Forza Italia, il primo cittadino di Savignano Fabio Della Marra Scarpone, in quanto comune sede d’impianto come Avellino. Sulla questione, Gambacorta commenta: “Si appartiene al partito non soltanto quando si viene indicati e si ottiene una nomination. Si appartiene al partito quando si vota alle europee, vota alle politiche e ci si schiera poi anche con le liste. Ho l’impressione che qualcuno rivendichi l’appartenenza al partito solo quando gli fa comodo.”

A farsi sentire più di tutti il sindaco Paolo Foti, che attribuisce la colpa alla segreteria generale, scusandosi con i colleghi, ma aggiunge subito: “provvederò stamattina stesso alla richiesta di commissariamento del comune di Roccabascerana, me lo impone la legge.”

“I sindaci non sono degli sprovveduti, è stato un atteggiamento voluto – ha continuato Foti -  C’è evidentemente una strategia. Bisogna poi vedere se i sindaci si mettono d’accordo con se stessi. Questo sindaco fa riferimento a un’area politica ben precisa ed evidentemente non ha digerito l’eventuale intimidazione che questa gli aveva fatto. È un gioco al massacro che non è consentito a nessuno, va contro gli interessi dei cittadini, va contro l’interesse della comunità irpina e questi signori devono dare riposta dei loro comportamenti ai loro cittadini, innanzitutto.
Sono indignato, io al posto loro mi vergognerei.
Andiamo avanti con grande rammarico, sono veramente sconfortato. Si è lavorato tanti anni perché la responsabilità tornasse in mano ai sindaci ma poi ci ritroviamo con primi cittadini non adatti a questo ruolo.”



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