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Ato, i sindacati chiedono l'attivazione di un tavolo istituzionale per un'intesa definitiva sul Piano d'Ambito

Ato, i sindacati chiedono l'attivazione di un tavolo istituzionale per un'intesa definitiva sul Piano d'Ambito

Dopo la seduta flop dell’Ato di mercoledì, si è evidenziata la distanza fra l’Irpinia e il Sannio sul ruolo dell’Acs nella riassetto della gestione idrica. Le assenze di molti sindaci, di entrambi le provincie chiamate in causa non solo non hanno consentito l’aggiornamento del “piano d’ambito” per l’affidamento del servizio idrico,ma hanno dato adito alle sigle sindacali provinciali di puntare l’indice contro gli amministratori e gli interessi della politica, che offuscano le necessità del territorio, a vantaggio di interessi “altri”. Si ricorda che senza il “piano d’ambito” non si può procedere all’individuazione del gestore unico previsto per legge, così i sindacati hanno annunciato ieri, al centro sociale “Samantha Della Porta” di Avellino, l’inizio di una battaglia per l’approvazione entro il 31 dicembre dell’affidamento del servizio idrico. I segretari Vincenzo Petruzziello (Cgil), Mario Melchionna (Cisl), Franco De Feo (Uil) e Costantino Vassiliadis (Ugl),hanno concordato anche un vertice con le segreterie provinciali di Avellino e Benevento di tutti partiti, e un ritorno al tavolo istituzionale per raggiungere un’intesa definitiva sul Piano d’Ambito e assemblea dei lavoratori di tutte le aziende di servizio come l’Alto Calore per l’individuazione delle necessarie azioni di mobilitazione.  Claudio Rossano, ex commissario straordinario dell’Ato, ed esponente di Merito e Libertà denuncia la prevalenza degli interessi politici su quelli comuni: “Di fatto ancora una volta vengono avvantaggiati i principali enti idrici ( Alto Calore spa in Irpinia - GE.SE.SA spa nel Sannio ) che senza gara o decisione alcuna di affidamento in house  continuano a gestire la risorsa idrica praticando nell’intero ambito tariffe per altro alte e dissimili” ha dichiarato. “E credo che sia ormai necessario un intervento della Regione Campania nella vicenda. Infatti la legge regionale n. 14/97 “Direttive per l' attuazione del servizio idrico integrato”,  prevede espressamente l’intervento regionale in casi gravi, come quello che si è ancora una volta verificato”.

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