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Autismo - Associazioni contro il Centro di Sant'Angelo: pronto un esposto per Procura e Corte dei Conti

Autismo - Associazioni contro il Centro di Sant'Angelo: pronto un esposto per Procura e Corte dei Conti

Le associazioni delle famiglie con figli autistici continuano a portare avanti la propria battaglia per difendere il diritto alla salute dei propri figli e il diritto a vedere finito il Centro per l'Autismo di Valle dopo anni di stallo. Proprio a tal proposito, le associazioni hanno contestato la decisione di destinare 4 milioni di euro al Centro di Sant'Angelo dei Lombardi con 30 posti di degenza, quando ad Avellino vi sono almeno 250 casi di autismo che attendono da anni di ricevere le cure necessarie.
Da qui è scattata la decisione di proporre un esposto alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza per fare chiarezza sull'utilizzo e la disponibilità delle risorse economiche: "Così non si assicura la spesa e non si rispetta la norma che impone che per questi malati non debbano esserci liste d'attesa", fanno sapere le associazioni che ieri hanno incontrato anche i delegati del manager dell'Asl Maria Morgante, Acerra e Vozzella.
La nota a firma dei presidenti di Angsa, Aipa e Incontra Autismo hanno denunciato l'utilizzo dei fondi appannagio solo di una determinata categoria di soggetti autistici, soprattutto quelli compresi tra i 12 e i 18 anni. Inoltre nella nota si richiede che vengano assicurati i livelli essenziali di assistenza per "tutti i soggetti con diagnosi rientrante nel disturbo dello spettro autistico senza limiti di età e di conseguenza la continuità terapeutica secondo le più recenti ed accreditate metodologie fino alle altre tecniche ad utilizzo comportamentale".
Nella nota viene richiesto per tutti i bambini autistici compresi tra 0 e 12 anni in lista di attesa la presa in carico immediata e per coloro che già usufruiscono delle cure un maggior numero di ore di terapie settimanali arrivando almeno a 15. Per coloro che sono compresi nella fascia 12-18 anni di età si richiede la continuità terapeutica e la non interruzione di quelle comportamentali.
Per i soggetti con più di 18 anni si chiede nella nota assistenza adeguata fino all'inserimento in un posto di lavoro protetto.
Le associazioni si aspettano risposte precise sulle risorse per attuare tutto quanto altrimenti si rivolgeranno alla Procura e alla Corte dei Conti.

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