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Avellino - Delocalizzazione poliambulatorio Asl: Foti scrive alla Morgante:"Decisione dannosa"

Avellino - Delocalizzazione poliambulatorio Asl: Foti scrive alla Morgante:

Il problema sanità torna a far discutere e si apre nuovamente lo scontro tra l'Asl e il sindaco di Avellino Paolo Foti in rappresentanza del Comitato dei primi cittadini dell'Asl irpina. Questa volta la querelle Foti-Morgante ha a che fare con la possibile delocalizzazione del Poliambulatorio e dei servizi resi dall'Asl di via degli Imbimbo nel vecchio Ospedale "Maffucci" di contrada Pennini, alla quale il  Comune e l'Ordine dei Medici si sta fortemente opponendo.
Sulla questione Foti ha deciso di inviare una missiva alla Morgante e per conoscenza anche al direttore dell'Azienda Ospedaliera "Moscati", Sergio Percopo. "Il Comitato dei sindaci dell'Asl esprime il più vivo disappunto in relazione alla paventata delocalizzazione del distretto Asl di Avellino, che dovrebbe interessare anche il Poliambulatorio specialistico", si legge nella lettera inviata da Foti.
La motivazioni avanzate dal primo cittadino riguardano soprattutto i disagi che ne deriverebbero per l'utenza oltre che una mancanza di coinvolgimento nella decisione. I problemi per i pazienti sarebbero legati al fatto che la distanza dalle nuove sedi sarebbe "eccessiva, se si pensa ai soggetti destinatari dei servizi erogati dall'Azienda sanitaria e alla scarsità di mezzi pubblici di collegamento, che separa la sede dell'ex Ospedale "Maffucci" dal centro della città", spiega Foti nella missiva.
Insomma una decisione che per il Comitato rappresenterebbe un nuovo attacco al diritto alla salute dei cittadini. Attualmente le motivazioni di tale decisioni sembrerebbero economiche perché l'Azienda Moscati, proprietaria dei locali dell'Ospedale "Maffucci" li concederebbe in comodato d'uso per 10 anni, facendo risparmiare il fitto della struttura all'Asl.
Intanto tutti, dal Pd al gruppo comunale "Autonomia Sud" stanno chiedendo alla Morgante di cambiare idea ed evitare nuovi disagi alla popolazione. "Si auspica che voglia tenere in debita considerazione le distanze che sono state da più parti manifestate. Anche alla luce di un percorso che, se da un lato si scontra con l'assenza di confronto con le organizzazioni interessate, dall'altro avrebbe potuto favorire l'assunzione di scelte più compatibili con le esigenze di fasce, non solo di sé già disagiate, ma il più delle volte deboli della popolazione", si chiude la missiva.

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