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Caldoro in Irpinia:"Rilanceremo gli investimenti nelle aree interne"

Caldoro in Irpinia:

Caldoro in Irpinia. La notizia potrebbe essere già questa considerando la 'latitanza' del Presidente della Regione rispetto alle questioni delle aree interne. Negli ultimi anni, infatti, la presenza del governatore era stata annunciata e smentita spesso mentre operai, istituzioni e semplici cittadini lo aspettavano, domande alla mano, per avere sacrosante risposte sul futuro di queste areee. L'impresa di ospitare Caldoro l'ha 'compiuta' questa mattina Sabino Basso che, complice l'assemblea degli associati di Confindustria, ha avuto il merito di portare il Governatore  ad Avellino insieme al numero uno degli industriali italiani Giorgio Squinzi. Quello che è venuto fuori è stato un lungo momento di riflessione sullo stato delle cose fatte e da fare in Irpinia e provincia. Ad aprire la giornata il presidente di Confindustria Avellino Sabino Basso che ha voluto porre l'attenzione proprio sul difficile momento delle aziende e dell'economia locale. "L'Italia- ha detto sopporta un carico di tassazioni non più sostenibile, la burocrazia soffocante fa il resto. In questo ambito si colloca un mezzogiorno in crisi che si barcamena tra politica instabile e criminalità incalzante. Le energie non ci mancano così come non mancano gli imprenditori coraggiosi che ogni giorno cerca una nuova via d'uscita dalla crisi
Caldoro e il rilancio delle aree interne
Il Presidente della Regione è andato immediatamente al punto: aree interne ed aree costiere non devono farsi la guerra, è questa la sua premessa, imboccata, forse, dalle accuse di napolicentrismo che tormentano il suo mandato. Dobbiamo puntare ad un modello europeo con confini amministrativi meno rigidi. E' importante creare un governo delle funzioni che non si basi su divisioni geografiche". Caldoro ha voluto poi toccare due temi piuttosto cari alla Regione: acqua e sanità. "L'acqua non è di qualcuno ma di tutti, dobbiamo gestirla in modo intelligente in quanto bene pubblico da difendere. Per quanto riguarda la sanità, in Regione Campania possiamo vantarci di aver raggiunto il pareggio di bilancio con un anno di anticipo che ci ha concesso di procedere  con  lo sblocco del turn over". Il governatore ha poi snocciolato un bel pò di dati relativi a debiti e spese della Campania:"La realizzazione della spesa pubblica è un obbligo ed è logico che spesso, per portare a termine gli scopi, si rischia di prendere decisioni impopolari. Spesso ci viene chiesto di mettere un'intera bottiglia in un bicchiere...Viviamo una fortissima crisi degli investimenti, è il limite di un Paese che applica costantemente riduzioni di spesa mentre dovrebbe puntare sulla competitività. Sulla sanità, ad esempio, non si possono più fare investimenti ma solo migliorare i servizi. Possiamo solo aumentare il differenziale della Campania, migliorare i punti percentuale sul ritardo dei pagamenti: dobbiamo, dunque, misurarci sulle performance e non su quello che si potrebbe fare. La crisi è profonda ma dobbiamo reggere con le scelte politiche e con la testa". "Per quanto riguarda le aree interne  ricordiamo che presto la Campania avrà il 99% di copertura per la banda larga: ci sarà respiro per le imprese con 150 milioni di euro per i fondi di garanzia, per le start up e per le misure di credito. Dobbiamo necessariamente recuperare risorse per le aree interne per cui i 2 milioni e mezzo recuperati saranno destinati a queste zone che contano meno di 50 mila abitanti. Per quanto riguarda i Fondi Europa Più ho già avuto garanzie dal Sindaco Foti. Ovviamente- ha aggiunto Caldoro- il recupero passa anche per le grandi opere infrastrutturali come la Lioni- Grottaminarda. Questo è capito a parte in cui la Regione ha giocato il suo ruolo, ora tocca al governo centrale e al Patto di Stabilità completare il quadro ed in merito a questo sto spingendo per tirare fuori dal patto le leggi obiettivo. Ritorneremo- ha promesso in  conclusione- ad occuparci delle aree interne, non lo faremo con il 'vecchio stile' della politica ma la nostra sarà un'attenzione vera: senza questi territori le Metropoli non funzionano"
Squinzi e la politica che peggiora la crisi
"La lunga notte della crisi - ha detto in avvio Giorgio Squinzi, numero uno di Confindustria- non è ancora passata- ed ovviamente in questo contesto il Sud vive una ulteriore difficoltà. Qualche segnale di speranza c'è ma il caldo rinsaldarsi della fiducia delle imprese ci dice che siamo al punto più basso della crisi. va detto, però, che l'instabilità politica degli ultimi giorni ha offuscato questo ottimismo". Sono 7 i punti che Squinzi ha voluto illustrare per migliorare lo stato delle cose:" La prima cosa da fare- ha spiegato- è rilanciare gli investimenti ed agevolare le procedure di credito. Le aziende devono poter respirare per cui c'è bisogno di immettere liquidità nel circuito riducendo al contempo il cuneo fiscale e il costo del lavoro. Sarà fondamentale- ha aggiunto- il costegno al credito del Mezzogiorno con un fondo di garanzia fiscale alle piccole e medie imprese. I finanziamenti agevolati per l'acquisto di macchinari, inoltre, è una cosa da fare subito. Opere e spesa pubblica ordinaria sono altre cose da attenzionare- ha aggiunto- tanto quanto i fondi strutturali con la riapertura dei cantieri piccoli e grandi". "C'è bisogno- ha concluso Squinzi- di una azione d'urto anticongiunturale, qualcosa, cioè, che inverta la rotta oltre il pessimo momento che stiamo vivendo. I mali del Sud si curano tornando a crescere ed abbiamo bisogno di un nuovo piano di politica industriale che rilanci il Mezzogiorno. Speriamo vivamente che la politica faccia la sua parte limitando i danni"

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