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Caso Cgs - Cinque indagati per truffa allo Stato

Caso Cgs - Cinque indagati per truffa allo Stato

Si è conclusa l’indagine portata avanti dalla Procura di Avellino sulla gestione del Cgs di Avellino e il risultato è stata la comminazione di un’informazione di garanzia per truffa ai danni dello Stato per tutti i vertici dal 2008 a oggi.
Indagati tutti i rappresentanti legali che si sono susseguiti alla guida del Cgs dal 2008 al 2014. Le motivazioni che hanno portato a tale decisione sono diversi: mancato versamento dei contributi all’Inps per un totale di circa 700mila euro, irregolarità nelle assunzioni e nei contratti.
In particolare i vertici riuscivano a versare meno contributi per i contratti dei dipendenti dichiarando una riduzione delle ore di lavoro, in base ad un contratto di solidarietà; in realtà gli operai continuavano a fare ore extra retribuite con la voce “rimborso spese”.
Inoltre i vertici si sarebbero appropriati indebitamente di agevolazioni per 5 assunzioni le cui condizioni, però, non venivano rispettate.
Indagati Roberto Pennarelli, alla guida del Cgs dal 2008 al luglio 2011; Enza Ambrosone in carica fino al maggio 2013; Carmine Casarella i due liquidatori della società: Giulio Belmonte e Luigi Palmieri entrambi in carica dal 2013.
Insomma un fulmine a ciel sereno che va ad abbattersi sulla già complicata questione del Cgs ormai sull’orlo del fallimento.  

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