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Crisi idrica - Prolungato l'accordo tra Acs e Aqp, ma sorgenti sempre più a secco

Crisi idrica - Prolungato l'accordo tra Acs e Aqp, ma sorgenti sempre più a secco

La crisi idrica continua ad incombere sull'Irpinia e per tale motivo l'Alto Calore Servizi si è impegnato affinché questa emergenza potesse essere arginata, se non tutta, almeno in parte. Il presidente dell'Acs Lello De Stefano, nel corso dell'incontro tenutosi ieri a Caserta presso l'Autorità del Distretto idrico dell'Appennino Meridionale, è riuscito ad ottenere la conferma del quantitativo minimo proveniente dalle sorgenti di Cassano, ossia 850 litri al secondo e soprattutto è riuscito ad accordarsi con l'Acquedotto Pugliese per un prolungamento di due mesi dell'intesa stipulata ad agosto.
Un accordo che partirà non appena l'Aqp sarà nelle condizioni per farlo data la forte riduzione delle risorse a disposizione a causa del calo delle sorgenti. Purtroppo, stando ai rilievi effettuati di recente, dalle sorgenti di Caposele e Cassano la disponibilità di acqua si è ridotta del 34% rispetto alle medie storiche. Per tale motivo è stato deciso di mantenere un monitoraggio costante delle portate e tra 10 giorni, se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, si terrà un nuovo incontro.
Fino ad ora i litri concessi a Cassano sono stati 810 e non 850; quantità che non riesce a sopperire le esigenze di tutti i 90 comuni gestiti dall'Acs. Inoltre 16 paesi altirpini, di cui 14 gestiti da Aqp sono alimentati da appena 480 litri al secondo.
Insomma una situazione difficile, sottolineata anche da De Stefano: "La ratifica dell'intesa è un passo in avanti, ma non dobbiamo abbassare la guardia. La situazione è estremamente delicata. Pian piano stiamo ristabilendo un discorso costruttivo tra le parti. L'obiettivo è quello di arrivare ad un equilibrio che salvaguardi il nostro territorio ricco d'acqua, ma penalizzato in passato da una politica superficiale e disattenta".

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