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Emergenza rifiuti: si insiste sul nuovo impianto

Nuovo progetto per il compostaggio dei rifiuti: Palazzo Santa Lucia entusiasta

Emergenza rifiuti: si insiste sul nuovo impianto

Dopo la maximulta dell’Ue all’Italia per la cattiva gestione dei rifiuti in Campania, il problema del loro smaltimento si fa sentire sempre di più.
A riguardo la giunta regionale ha preso in mano la situazione, per decidere quali passi compiere, nonostante il percorso avviato con la costituzione dell’Ato Rifiuti irpino vada a rilento. I ritardi, a sei mesi dall’avvio di una nuova fase, con la gestione delle attività affidata direttamente ai Comuni attraverso gli Ato, sono ancora tanti.
Uno dei problemi principali è quello delle ecoballe in Irpinia, di cui circa 20mila sono accumulate nella zona di Pianodardine, e quello dell’assenza degli impianti di compostaggio, che, ovviamente, obbliga le varie zone irpine ad affidarsi ad altri stabilimenti fuori regione con costi particolarmente alti.
Ci sarebbe una struttura a Teora, ma non riesce a gestire la quantità di rifiuti organici prodotti dalla provincia di Avellino.
Per questo motivo, durante l’incontro avvenuto a Palazzo Santa Lucia tra il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, e le varie associazioni campane impegnate nel settore, si è discusso principalmente dell’impiantistica e della gestione dei rifiuti.
Era presente all’incontro anche Felicio De Luca, presidente di IrpiniAmbiente, società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in provincia di Avellino.
Durante la riunione è stato espresso un grande apprezzamento anche per il progetto di rimodulazione dello Stir, lo stabilimento di trito vagliatura e imballaggio dei rifiuti, di Pianodardine, che prevede la creazione di un impianto di compostaggio per lavorare 18mila tonnellate di rifiuti organici.
Questa sezione, in collaborazione con l’impianto di Teora, favorirebbe la possibilità di lavorare in provincia, invece di affidarsi a impianti esterni, la frazione umida prodotta in Irpinia, risparmiando in termini di costi.
In questo modo verrebbe ridotta la quantità di rifiuti  inviati al termovalorizzatore di Acerra dal 40% al 10%. Inoltre il progetto permetterebbe di gestire le 20mila ecoballe presenti a Pianodardine, in modo da concentrare gli sforzi della Regione sui milioni di ecoballe delle zone di Napoli, Caserta e rispettive province.

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