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Flumeri- Dopo l'ordinanza delle polemiche parla il sindaco Lanza:" Una leggerezza. Non siamo razzisti, volevamo proteggerli"

Flumeri- Dopo l'ordinanza delle polemiche parla il sindaco Lanza:

Mai si sarebbe aspettato di finire alla ribalta delle cronache nazionali per un’ ordinanza che, secondo il suo parere, resta nei semplici ranghi del buonsenso. Il riferimento, ovviamente, è al provvedimento emesso dal sindaco del comune di Flumeri Angelo Lanza con il quale si richiede, ai cittadini extracomunitari ospitati nelle locali strutture  di accoglienza, di indossare i giubbotti catarifrangenti nelle ore notturne. Da Nord e Sud, i quotidiani locali e nazionali, hanno gridato all’offesa razzista. Tutto causato, probabilmente, da una piccola leggerezza che ammette anche lo stesso Lanza.

Sindaco, andiamo dritti al punto: perché l’ordinanza non è stata estesa a tutti i cittadini considerando, tra l’altro, che proprio qualche settimana fa un cittadino di Flumeri è stato investito in Località Tre Torri?
Ammetto che probabilmente è stata una leggerezza. L’abbiamo circoscritta ai migranti solo e soltanto perché abbiamo dato per scontato che ai cittadini italiani potesse essere già noto il codice della strada che impone di prendere provvedimenti per non essere di intralcio e pericolo alla circolazione.

In molti hanno pensato che potesse essere un atto discriminatorio…
Assolutamente no. Voglio sgombrare il campo da ogni polemica o dubbio: non c’è nulla di discriminatorio. Al contrario, si tratta si una ordinanza che mira a tutelare queste persone. Vogliamo proteggerli, pensavamo di farlo con questo provvedimento. Lancio una provocazione: qualcuno, a questo punto, potrebbe pensare che è stato discriminatorio per i cittadini di Flumeri che non sono stati avvertiti del pericolo di camminare in strade buie, con asfalto rovinato nelle ore serali?

L’enorme risonanza che ha avuto questa questione fa capire che la situazione dei migranti sta molto a cuore all’Irpinia ma che è, al contempo, colma di luci ed ombre. 
E’ vero. Veda, la gestione di queste persone non è in capo ai comuni. Sono le associazioni, le cooperative e i titolari delle strutture ospitanti che si occupano dei ragazzi. Io, dalla mia, volevo solo dare un contributo alla loro tutela, per la loro sicurezza ho sentito il dovere di emettere un’ordinanza che, non dimentichiamo, è stata imboccata da decine e decine di segnalazioni. 

Si aspettava tutto questo clamore?
Nemmeno lontanamente, ma ora capisco quanto può essere potente la leva giornalistica. 
Vorrei, però, se me lo permette, aggiungere una cosa: Flumeri non è un paese razzista. Siamo sempre stati pronti all’accoglienza, sin dalla prima crisi del 2011. Abbiamo già dato prova di ospitalità e sensibilità e questo, ripeto, è un ennesimo atto di tutela nei confronti di queste persone.

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