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I sindaci della Comunità Montana Alta Irpinia diffidano Florio

"Nessuna direttiva deve essere emanata dall'Asl prima della sentenza del Tar"

I sindaci della Comunità Montana Alta Irpinia diffidano Florio

I sindaci del territorio dell’Alta Irpinia diffidano formalmente il direttore generale dell’Asl Sergio Florio a emanare atti o direttive di riconversione delle due presi ospedalieri che insistono sul territorio prima della sentenza del 6 ottobre. Questo l’esito dell’assemblea della Comunità Montana, convocata dal presidente Mario Rizzi, dopo la chiusura del servizio psichiatrico di diagnosi e cura del Di Guglielmo di Bisaccia. Presenti in sala tutti i sindaci e altri rappresentanti dei comuni interessati, che dopo aver approvato il bilancio dell’ente, hanno discusso sulle azioni da intraprendere in materia sanitaria. Come per tutti gli enti, anche la Comunità Montana vive una stagione di  sospesi, ma nonostante questo, la maggioranza, in quota Pd, ha deliberato la proroga del contratto a tempo determinato di 150 operai, assumendosene la piena responsabilità. Sul fronte della sanità, invece, rimonta la possibilità che i sindaci facciamo fronte comune, e che dalle parole possano passare ai fatti. Oltre alla diffida al manager di Via degli Imbimbo, l’assemblea ha deciso di adire le vie legali e di presentare una proposta relativa all’organizzazione sanitaria. Ad affiancare i sindaci la consigliera regionale Rosetta D’Amelio, che ha informato i presenti dell’interrogazione presentata questa mattina al presidente Caldoro, in merito alla chiusura del reparto di psichiatria di Bisaccia, di cui ne riportiamo il testo:
“ll piano ospedaliero regionale, prevede in tutto il territorio della Campania, per la salute mentale un totale di 250 posti letto, a fronte dei 150 attualmente attivi. Nello specifico dell’Asl di Avellino, a fronte di un fabbisogno determinato dal piano ospedaliero di 26 posti letto, tutti attivi prima dell’attuazione della delibera 888 del commissario straordinario del 20/07/2011, ne rimangono attivi 16 poti letto. Tale atto di programmazione è sbagliato per diversi motivi: nell’Asl di Avellino a fronte di un fabbisogno di 26 posti letto, tutti attivi fino all’attuazione della delibera 888, ne vengono lasciati 16, a seguito della chiusura dell’Spdc di Bisaccia e l’attivazione di un aumento di 4 posti all’ospedale di Solofra portando a 20 posti letto la dotazione complessiva dell’Spdc di Solofra. Il secondo errore è che il modulo base dell’Spdc è per legge regionale di 16 posti letto; tale programmazione non tiene in alcun conto della sospensiva del Tar riferita alla delibera 888di soppressione dei 10 posti letto dell’ospedale di bisaccia. Si interroga per sapere: “quali sono stati i criteri utilizzati e quali azioni intenda mettere in atto il nuovo direttore generale, essendo stata superata la fase di commissari  dell’Asl in Campania, per una programmazione seria di concerto con l’assemblea e la rappresentanza del comitato dei sindaci dei territori ricadenti nell’ambito dell’Asl di Avellino”.

 

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