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I sindaci disertano l'assemblea Ato. I sindacati denunciano: "Vergognosa sceneggiata"

Lucio Fierro insorge: "Sarebbe un atto di miopia politica trasferire i poteri decisionali alla Regione"

I sindaci disertano l'assemblea Ato. I sindacati denunciano:

Era stata convocata per questa mattina su sollecitazione delle organizzazioni sindacali di Avellino e Benevento, ma di fatto l’assemblea dei sindaci Ato è andata deserta. Saltata la quota di 1/3 dei membri necessaria per l’insediamento dell’organismo e l’approvazione della delibera sugli equilibri di bilancio; saltato anche il quorum del 50%+1 per l’esame dell’argomento all’ordine del giorno “aggiornamento piano d’ambito”, che pure era stato approvato all’unanimità dal Cda-Ato.
Determinante l’assenza dei sindaci, equamente distribuiti tra le due province e senza distinzione di schieramento politico. Rei di aver fatto prevalere ragioni partitiche all’interesse delle comunità locali che amministrano, il comportamento dei sindaci è stato deplorato sia dai sindacati che da uno degli esponenti di spicco del Partito Democratico irpino, Lucio Fierro.
“La diserzione dell’assemblea Ato – afferma Fierro - è un atto di una gravità inusitata la cui responsabilità ricade tutta su chi, per logiche di bottega, ha delegittimato la rappresentanza dei territori. Grave appare la non casuale assenza dei sindaci di parte beneventana anche di appartenenza al Pd. Forse c’è qualcuno che pensa che in questo modo interessi particolaristici di questo o quel territorio potranno trovare migliore tutela nell’ambito delle manovre di corridoio napoletano: sarebbe un atto di miopia politica quella di lavorare per trasferire i poteri decisionali in materia di servizio idrico dall’assemblea dei sindaci alla Regione disamministrata dal centrodestra”. Il leader provinciale dell’area bersaniana del Pd esprime la sua totale solidarietà al presidente del Cda Tonino Festa e sottolinea come con il referendum sarebbe dovuta aprirsi una nuova fase, volta alla trasparenza, nella gestione dei servizi pubblici: “Alla luce del cinico gioco che si sta svolgendo diventa intollerabile ai miei occhi se una parte del Pd si rende promotrice di interessi particolari e svilisce il senso di una battaglia più generale. Se flebile è stata sinora la voce del Pd irpino su questi terreni, io penso che oggi occorra dire con forza che il Pd irpino non è d’accordo e che nessuno, per quanto “autorevole”, può portarci ad un ruolo che diviene di fatto subalterno ad interessi particolari di gruppi di potere”.
I sindacati, dal canto loro,  attraverso una nota congiunta dei segretari generali provinciali a firma Petruzziello, Melchionna, De Feo e Vassiliadis, parlano di vergognosa sceneggiata. “E’ gravissima la responsabilità delle forze politiche che vorrebbero avere il privilegio di decidere sulla testa di tutto e di tutti; è vergognosa la posizione di chi ha sostenuto le ragioni del referendum sull’acqua pubblica non svolgendo azioni conseguenti per concretizzare le future gestioni del servizio idrico integrato. Probabilmente hanno subito il fascino della difesa di interessi di bottega, di obiettivi territoriali o politici diversi”. Si legge ancora nella nota: “In passato alla prova del “palloncino” tutti erano ubriachi di “pubblico” e tutti pronti alle passerelle in qualsiasi circostanza,  oggi la maggioranza dei soci è stata a riposo per ordine ricevuto o per mandato politico vincolante”. Secondo i sindacati è ancora possibile una sterzata della politica in difesa delle ragioni del referendum dello scorso giugno. “Invitiamo il Presidente del CdA-Ato, Tonino Festa, a non assumere iniziative individuali che potrebbero sostanzialmente dichiarare il fallimento delle procedure di affidamento a mezzo dell’Ato, con il conseguente trasferimento  della decisione alla Regione Campania”.

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