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Il Presidente di Confindustria Campania Basso:"Agli imprenditori dico di essere coraggiosi, ora più che mai"

Il Presidente di Confindustria Campania Basso:

Il voto unanime con il quale è stato eletto Presidente di Confindustia Campania, rivela quanta stima in questi anni Sabino Basso si sia conquistato guidando gli industriali irpini. Un percorso certamente non facile costellato di vertenze e segnato dalla crisi ma che Basso ha sempre affrontato accanto a chi, come lui, ha deciso di spendere il proprio sapere imprenditoriale in questa terra. E' proprio sul tema del doppio incarico che Basso vuol fare una precisazione in avvio di intervista:"C'è compatibilità tra i due ruoli- spiega- ad Avellino ho il compito di istaurare un dialogo diretto con le aziende mentre nelle funzioni di Presidente di Confindustria Campania, devo rivolgermi di più alle istituzioni e alle parti sociali. Non sono io ad interfacciarmi con le aziende per quello ci pensano le presidenze locali. Tutto ciò certamente non ostacolerà il mio lavoro in Irpinia, la mia terra è nella mia mente e nel mio cuore, utilizzerò 'una scorciatoia' per dialogare direttamente con le istituzioni regionali e cogliere questa nuova esperienza come un'opportunità". Non dimenticherò l'Irpinia, dunque, anche se spiega come ci sia una sensazione di abbandono per l'intero meridione:"La provincia di Avellino è grande quanto un quartiere di Napoli, per cui si tende ad occuparsi più di quella zona. Sto già compiendo i primi incontri per risolvere qualche problema e non nascondo le difficoltà. La crisi c'è e si tocca con mano, è un azzardo dire che sta per finire, dobbiamo invertire ancora la tendenza negativa e possiamo farlo solo investendo nel lavoro, che crea occupazione e che permette alla gente di spendere e far ripertire l'economia". Come fare dunque per invertire questa tendenza, è presto detto:"In Italia manca una politica economica da 30 anni, i giovani vanno via perchè scoraggiati dalla situazione che gli si prospetta. Con le scelte che sono state fatte negli ultimi anni non si è pensato alle nuove generazioni, si è vissuto alla giornata, appoggiandosi sui favoritismi e sul clientelismo". Una visione piuttosto negativa che però il Presidente vede in evoluzione:"Siamo figli dell'Impero Romano, sappiamo sempre come rialzarci. Abbiamo delle capacità enormi come dimostrano lo sviluppo del settore ingegneristico e quello informatico. Ci sono tante famiglie che hanno creato delle realtà importanti con la ricerca e l'internazionalizzazione: non vanno lasciate sole". Un consiglio il numero uno degli  industriale sente di poterlo dare a questi imprenditori:"Dico loro di essere coraggiosi, ora più che mai. Fare investimenti in questo momento potrebbe essere un rischio ma al contempo potrebbe spalancare molte porte. Fondiamo il nostro lavoro sulla nostra cultura, la nostra storia, la nostra bellezza ambientale, facciamolo nonostante la sfiducia nelle istituzioni". Quali sono dunque le misure che si potrebbero assumere per rinnovare questa fiducia?:"Se fossi a capo di questo Paese stenderei un tappeto rosso per gli imprenditori che vogliono tornare in Italia. Serve più attenzione delle istituzioni per le aziende. Spesso non si comprende quanto l'imprenditorialità sia uno strumento per il futuro dei giovani, ci sono troppe aziene dismesse, troppi capannoni abbandonati che potrebbero essere regalati agli industriali che ne hanno bisogno al fine di incentivare le aziende. Noi cittadini però dobbiamo fare meglio la nostra parte e rispettare maggiormente le regole. In passato siamo stati troppo litigiosi, anche poco disponibili al lavoro e al sacrificio: è il momento di svoltare". Capitolo a parte quello della Irisbus:"Sono convinto che in quello stabilimento non si produrranno più autobus, lo ha detto la Fiat a chiare lettere. Certamente si potrebbe riconvertire o divindere in tante piccole aziende per ricreare occupazione". Il nome di Basso, inoltre, era stato associato a quello di altri imprenditori intenzionati a fare una cordata per l'acquisto di quell'azienda:"Non nego l'interessamento. Ci sono state delle discussioni con dei colleghi ma la cosa non si evolverà fino a quando ci sarà ancora qualcuno convinto che in quella fabbrica si debbano fare solo e soltanto autobus. Quando si chiuderà questo capitolo, forse, ne apriremo un altro". Sul lungo periodo la parola d'ordine è certamente 'Patto per lo Sviluppo':"Ci stiamo muovendo bene, grazie anche alla sinergia con i sindacati. Dalla banda larga allo sviluppo delle reti idriche passando per il potenziamente della linea Avellino- Salerno crediamo che questo possa essere il nostro futuro. Certamente si tratta di un progetto a lungo termine, oggi l'attenzione maggiore, purtroppo, dobbiamo ancora dedicarla alle emergenze".

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