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Mastrominico alla Don Gnocchi: “ Occorre tutelare le strutture sanitarie in Alta Irpinia”

Mastrominico alla Don Gnocchi: “ Occorre tutelare le strutture sanitarie in Alta Irpinia”

Si è svolto presso l’aula magna della Fondazione Don Gnocchi di Sant’Angelo dei Lombardi, il convegno sul tema: “ L’ospedale incontra le famiglie: il contributo dello psicologo”. L’evento organizzato dall’ordine degli psicologi della Campania, dall’Asl di Avellino e dall’Assessorato provinciale alle Pari Opportunità, Politiche Giovanile, Integrazione e Sostegno alle Diverse Abilità. Per l’occasione sono hanno relazionato il vice sindaco di Sant’Angelo Vincenzo Lucido, il direttore sanitario dell’ospedale Criscuoli Angelo Frieri, il primario dell’Unità operativa di Riabilitazione Neuro Motoria e Otopedica della Fondazione Don Gnocchi, Salvatore Brancaccio, lo psicologo clinico della Fondazione Don Gnocchi, Emiliano Mili, il direttore del Consorzio dei Servizi sociali “Alta Irpinia” di Lioni, Giuseppe Del Giudice, e l’organizzatrice dell’evento dell’Associazione Gaia Florinda Ferrara.  Particolarmente incisivo ed esaustivo è stato l’intervento dell’assessore provinciale Ermelinda Mastrominico che ha spiegato : “ La Settimana del benessere psicologico questa mattina fa tappa all’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi per prendere contatto diretto con un mondo, come quello della sanità, che ai problemi caratteristici legati alla tipologia dei servizi offerti aggiunge quelli derivanti dalla condizione del singolo ammalato o dell’utente che transita occasionalmente nella struttura sanitaria chiedendo ad essa quell’assistenza che non sempre si riesce ad offrire per ragioni di varia natura come -  immagino – sarà illustrato nel corso di questo convegno. Ieri il tema centrale, si sviluppava intorno alla necessità di conciliare il lavoro con la vita privata soprattutto per gli aspetti legati alle sollecitazioni che la persona subisce durante l’attività lavorativa e su questo mi sono soffermato per evidenziare, come pure è stato fatto dai relatori, che la donna risulta essere particolarmente penalizzata perché essendo il punto di riferimento della famiglia è del tutto evidente che la forma di manifestazione della sua personalità risente di una funzione naturale, che detiene in maniera esclusiva, e che ne limita in concreto l’azione all’esterno del nucleo familiare. Oggi la nostra riflessione si estende alla vita dell’ammalato, penso subito ai diversamente abili, le cui tematiche sono di competenza del mio assessorato, e delle persone che vivono in una condizione di disagio economico e sociale. Il problema vero che noi dobbiamo provare a risolvere – ha spiegato l’assessore  Mastrominico -  non è soltanto quello di dare risposte alla domanda di lavoro o di far funzionare un servizio, piuttosto quello di creare le condizioni di equilibrio generale all’interno del quale garantire all’individuo una esistenza serena e socialmente elevata.  Le istituzioni rappresentative devono intervenire proprio qui: dare fiducia e speranza ai giovani, che evidentemente chiedono di poter essere accompagnati durante il loro percorso di crescita; dare aiuto e sostegno a chi è svantaggiato; dare le forze necessarie ai più anziani affinché possano affrontare con dignità e serenità la loro terza età. La nostra è una provincia interna che presenta caratteristiche ambientali che non aiutano le istituzioni a superare le difficoltà sociali, penso all’isolamento culturale ed all’assenza delle strutture idonee per lo sviluppo della personalità dell’individuo che hanno ingenerato un disagio spesso molto evidente e causa di vere e proprie patologie invasive per la psiche, soprattutto dei giovani, che sempre più frequentemente si arrendono davanti alle difficoltà di ogni giorno.  Anzi, si tratta di disagi sociali che si trasformano in ostacoli insormontabili nella mente di quei soggetti deboli che non sono ben assistiti ed accompagnati durante il loro percorso di crescita. La politica deve intervenire sulla famiglia, aiutando e sostenendo la donna nello svolgimento del suo ruolo di mamma e di educatrice; se una mamma viene lasciata sola ad affrontare i problemi della famiglia non potrà mai concorrere nella vita pubblica con pari opportunità rispetto agli uomini. Ed allora, il funzionamento della scuola, il doposcuola, gli asilo nido, le strutture ed i servizi sociali rappresentano la condizione per il miglioramento della vita all’interno della famiglia e all’esterno per coloro i quali hanno l’esigenza, o semplicemente la sana ambizione, di mettersi in discussione e di misurarsi in ruoli e funzioni un tempo, ormai tramontato, appannaggio degli uomini. Occorre rafforzare la relazione tra la famiglia e le istituzioni e per raggiungere questo obiettivo bisogna, come pure si sta facendo, analizzare in maniera approfondita quello che esiste sul nostro territorio in termini di disagio e di strutture specificamente adibite ad affrontare il punto di debolezza individuato; occorre far funzionare meglio i consultori familiari, ne parleremo tra qualche minuto, i piani di zona sociali e, naturalmente, le strutture sanitarie. Vi sarete certamente chiesti perché tanti giovanissimi vivono in una condizione di sofferenza morale e di isolamento che spesso sfocia in una drammatica sequela di atti estremi ed impressionanti, ebbene se le istituzioni fossero più attente e dialogassero di più tra di loro, molto probabilmente ne guadagnerebbe la serenità familiare e le donne potrebbero essere anche più incisive nel modo in cui affrontano il mondo del lavoro e delle pubbliche relazioni. L’Alta Irpinia sta soffrendo per la drastica riduzione dei presidi ospedalieri ed anche qui occorrerebbe valutare bene i servizi offerti in rapporto al numero degli abitanti, senza dimenticare però le caratteristiche dei nostri territori e la qualità (pessima) delle nostre vie di comunicazione che spesso impongono veri e propri sacrifici per raggiungere l’ospedale. In questi ultimi anni abbiamo realizzato tanti piccoli risultati che messi insieme ci danno la forza per andare avanti e per sperare in un futuro migliore, noi siamo qui per questo e speriamo che tutti insieme si riesca a dare ai giovani ed alla società quello di cui tutti hanno bisogno.  In passato non avevamo l’acqua in casa, non c’erano le fogne, le strade erano poche e non illuminate, oggi la società chiede altro e noi dobbiamo essere in grado di rispondere alle nuove esigenze. Rinnovare è soprattutto questo: modificare l’idea che si ha della vita e adeguare l’agire quotidiano rispetto al nuovo che avanza. Tutti insieme ce la possiamo fare.”

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