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Microcredito alle imprese irpine, Fierro (CNA): 'Una corretta comunicazione sarà fondamentale'

Microcredito alle imprese irpine, Fierro (CNA): 'Una corretta comunicazione sarà fondamentale'

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Lucio Fierro, segretario CNA Avellino sull’avvio della procedura per la concessione del microcredito alle imprese irpine deciso dalla Camera di Commercio di Avellino: 
C"on la presentazione alle associazioni imprenditoriali di Banca Etica entra in dirittura di arrivo il bando camerale per  il microcredito alle imprese irpine. Si tratta di un intervento rivolto alle piccolissime aziende dell’artigianato, del commercio, dei servizi, dell’agricoltura, in condizioni di bancabilità minime, quelle elementari per poter accedere ad una anticipazione creditizia, e che si vedono negato dal sistema bancario classico credito anche per poche migliaia di euro. Queste potranno attingere a prestiti sino all’importo di 15.000 euro per azienda per fronteggiare difficolta immediate determinate dalla crisi, per fare mini-investimenti altrimenti impossibili, per superare una fase di difficoltà temporanea che, se non affrontata, ne potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza.
La Camera di Commercio, con decisione unanime, ha messo a disposizione un milione e mezzo di euro per il 2013, come garanzia per attivare una linea di credito complessiva di quattro milioni e mezzo di euro: un primo intervento che potrà accrescersi, in base delle esigenze che saranno evidenziate dalle richieste, se lo strumento si mostrerà all’altezza delle esigenze delle aziende.
E’ un intervento non assistenziale; non è rivolto ad imprenditori la cui attività mostri chiaramente i segni di essere condannata dalle condizioni aziendali e del mercato. E’ un intervento di sostegno ad aziende che possono continuare a vivere e produrre, a creare reddito, merci e ricchezza e che, per le congiunture straordinarie dell’oggi, rischiano di abbassare le saracinesche senza speranza futura per la difficoltà contingenta di una scadenza ravvicinata con il fornitore, con l’erario; che rischia di non farcela per un mancato investimento minimo ma essenziale sui macchinari o sulle scorte.
Come CNA, abbiamo voluto fortemente che la Camera, la casa delle imprese, impegnasse parte consistente delle magre risorse del contributo camerale, per lanciare un messaggio. Noi sappiamo che dalla crisi si esce promovendo l’immissione di nuove tecnologie e una presenza su più ampi mercati; sappiamo che gran parte del destino dell’economia irpina è affidato a produzioni e servizi di qualità. Sappiamo che le magre risorse della Camera debbono essere impegnate innanzitutto in tale direzione. Ma non sopportiamo l’idea che dalla crisi si esca con un eccesso di darwinismo sociale; noi non facciamo finta di non vedere tutte le aziende che muoiono, che ci lasciamo lungo i bordi delle strade, non ci consoliamo dicendoci che non c’è nulla da fare. Il microcredito è innanzitutto un messaggio; di solidarietà, di speranza. La Camera dice agli uomini che si fanno impresa che non sono del tutto soli. E dice a quanti ci vogliono provare, che non sono soli se intendono metter su bottega. Si dice che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. In una situazione in cui si moltiplicano i sinistri brontolii degli alberi che nella foresta delle aziende vengono giù, il nostro è un appello alla stampa, quello di evitare il rischio che sia cancellato il rumore flebile di qualcosa che tenta ad evitare qualche caduta ed aiutare qualche alberello a venire su. Abbiamo bisogno che l’iniziativa della Camera raggiunga tutti coloro ai quali può essere di aiuto. Una corretta comunicazione in questa direzione è un contributo grande per dare una mano a chi può averne bisogno ed un sostegno a chi ci vuole provare.
Insomma, l’augurio è che a Banca etica, arrivino poche istanze, perché le esigenze sono limitate e la crisi l’abbiamo alle spalle. Ma abbiamo bisogno che arrivino tutte quelle che potenzialmente sono attivabili, per evitare che attività ed aziende che potevano farcela, non ce l’hanno fatto, perché non sapevano.

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