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Regione - Il Consiglio dei Ministri boccia la legge di assestamento di bilancio

Regione - Il Consiglio dei Ministri boccia la legge di assestamento di bilancio

Il Consiglio dei Ministri ha i impugnato la legge di assestamento della Campania che risale a dicembre e che risultò necessaria dopo la delibera della Corte dei Conti che ha registrato nel bilancio 2013 della Giunta Caldoro un disavanzo di 1 miliardo e 300 milioni.
Si tratta di un problema molto grave a cui la Giunta De Luca ha cercato di trovare una soluzione attraverso la legge di assestamento  al bilancio di previsione 2016/2018 varata alla fine dello scorso anno.
La decisione del Consiglio dei Ministri di bocciare la legge di assestamento è stata prontamente giustificata: “una norma non imputa in bilancio il maggior disavanzo, ponendosi in tal modo in contrasto con l’art. 117 della Costituzione che prevede la competenza esclusiva statale in materia di armonizzazione bilanci pubblici”.
Una scelta che ha lasciato perplesso il Governatore Vincenzo De Luca che ha già provveduto a prendere contatti con il ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti e il ministro degli Affari regionali Enrico Costa per la prossima settimana in modo da trovare una risposta comune alla decisione del Cdm.
La Regione da parte sua è convinta di opporsi a tale scelta anche perché nel corso del tempo e dopo una lunga battaglia il disavanzo era passato da 1,3 miliardi a 500/600 milioni che la Regione avrebbe pagato in trent’anni, così come spiegato dall’assessore regionale al Bilancio Lidia D’Alessio.
“Il rendiconto 2016 è passato con questa ipotesi e con il pagamento delle prime tre rate, quelle del 2014, 2015 e 2016. Ora risulta stravagante che tale assestamento sia stato impugnato”, ha aggiunto l'assessore.
Il rischio più grave in questo momento resta quello di vedere arrivare una decisione del Governo che risulterebbe devastante per la Regione, ossia l’obbligo di pagare la cifra non in 30 anni, bensì in 3 con tutte le conseguenze economiche negative che ne deriverebbero.

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