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Rinnovo Consiglio Provinciale, Gambacorta spera prima del Referendum.

Rinnovo Consiglio Provinciale, Gambacorta spera prima del Referendum.

Si avvicina sempre più il momento del rinnovo del Consiglio Provinciale e per questa occasione il Presidente Domenico Gambacorta preme per fissare le votazioni prima di quelle relative al Referendum costituzionale. Una volontà dettata principalmente dal fatto che se dovesse vincere il SI, verrebbero cancellati gli enti di secondo livello. Lo stesso Gambacorta, però, dovrebbe rimanere in carica alla presidenza della Provincia fino al 2018, anno della fine del suo mandato.
Resta il fatto che sarà proprio in occasione delle votazioni provinciali che salteranno fuori diversi malumori con il rischio di alimentare ulteriori diversità e alleanze tra i partiti che attualmente compongono e animano il Consiglio Provinciale.
Attualmente il partito più forte appare il Pd con il maggior numero di eletti e che nel 2014 risultò il partito più votato. Per il Pd sono attualmente presenti in Consiglio Caterina Lengua, Stefano Farina, Enrico Montanaro, Luigi Tuccia e Gianluca Festa.  Ncd e' presente con Domenico Palumbo, mentre Forza Italia con Vincenzo Moschella e Girolamo Giaquinto e che alle scorse elezioni raccolse ben 14mila preferenze. Per la quota Udc in Consiglio c’è Luigi De Angelis al quale si e' affiancato Salvatore Vecchia ( eletto nella lista Ncd) e per Scelta Civica il consigliere regionale Vincenzo Alaia.
Il problema è che a distanza di due anni lo scenario politico è profondamente cambiato con un Pd che dovrà confermarsi unito sulle candidature. Da parte sua Ncd cerca di organizzarsi per ottenere la conferma degli uscenti.  Fi sta cercando di rimanere in gioco nonostante una situazione di stallo all’interno del partito, mentre sullo sfondo Scelta Civica e Udc continuano a farsi battaglia con quest'ultimo che appare rinforzato dall'esito delle ultime amministrative.
Ma in considerazione dei voti che verranno espressi dai consiglieri comunali e non dai cittadini, molto dipenderà dalla rappresentanza del Comune capoluogo in particolare e dai comuni superiori a 10mila abitanti. Il voto di quest'ultimi determinerà o meno l'elezione dei nuovi rappresentanti a Palazzo Caracciolo.

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