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Sanità - I medici della Valle Caudina attaccano l'Asl sulla gestione della continuità assistenziale

Sanità - I medici della Valle Caudina attaccano l'Asl sulla gestione della continuità assistenziale

In Irpinia si discute nuovamente dei tagli della Sanità. Questa volta a sollevare le polemiche riguardo la cattiva gestione della sanità in Irpinia sono stati i medici del presidio della Valle Caudina a servizio dei comuni di Cervinara, Rotondi, Roccabascerana e San Martino Valle Caudina che hanno inviato una lettera al Prefetto di Avellino, al direttore generale dell'Asl, al presidente dell'Ordine dei Medici di Avellino, ai sindaci e ai parroci dei quattro comuni e anche alla Procura di Avellino.
Nella missiva i medici hanno palesato una situazione preoccupante che riguarda la nuova riorganizzazione dell'assetto della continuità assistenziale che l'Asl ha intenzione di mettere in atto. Una scelta definita "illogica e non conforme alle regole" e che prevede turni singoli di continuità assistenziale. Come spiegato nella lettera, tale decisione andrebbe a sfavore del paziente perché la salute non è totalmente tutelata "Essendo ridotte le unità mediche e il numero dei presidi" ed inoltre creerebbe danni al medico stesso: "non è garantita la sicurezza del medico in servizio, soprattutto nelle zone a rischio: è necessaria una guardia giurata e l'Asl dovrebbe sostenerne il costo", si legge nella lettera.
I firmatari della missiva preoccupati per i tanti casi di aggressione che si sono verificati ultimamente nei confronti dei medici in servizio, hanno sottolineato anche il tentativo dell'Asl di voler risparmiare sulla salute dei cittadini "in quanto il costo della continuità assistenziale incide in minima parte sulle spese. Inoltre hanno lamentato il fatto che un "medico che svolge un'attività di fatto usurante, notturna e festiva, è pagato meno di un operaio non specializzato che lavora nelle ore solari".
A pesare maggiormente nel quadro dell'intera situazione si aggiungono le già tante difficoltà riscontrate dai pazienti della Valle Caudina a causa della carenza di medici di assistenza primaria.
Insomma una situazione difficile che potrebbe peggiorare se la scelta sulla continuitò assistenziale venisse messa in atto e contro la quale i medici si sono detti pronti ad adire le vie legali per difendere il diritto alla salute.

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