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Sponz delle polemiche, Vinicio Capossela contro il sindaco di Calitri

Rubinetti aveva accusato l'assessore Di Guglielmo di scarsa trasparenza

Sponz delle polemiche, Vinicio Capossela contro il sindaco di Calitri

Il sindaco contro l'assessore, l'artista contro il sindaco. A Calitri lo Sponz Fest è al centro di una polemica fortissima. Nei giorni scorsi il primo cittadino Antonio Rubinetti aveva attaccato l'assessore alla cultura Giuseppe Di Guglielmo per la gestione del festival estivo. Accusato di aver provocato un buco di bilancio. Sullo sfondo c'è un'amministrazione in crisi, con il pd e lo stesso Di Guglielmo in grado di far cadere sindaco con tutti i filistei. Ma Vinicio Capossela, direttore artistico del festival, non ci sta. Scrive una nota e invita a un pubblico confronto. Queste le sue parole.

 

"Cari concittadini,
in merito alle accuse rivolte dal Sindaco sulla gestione dello Sponz Festival attraverso il volantino diffuso in questi giorni in paese, 
dopo avere dedicato tanto tempo, energie e non solo, al suddetto Festival, pur non volendo addentrarmi in un territorio politico che non mi compete e non mi è richiesto, ritengo doverose alcune precisazioni .

Innanzi tutto è da reputarsi grave che alla precisione con cui vengono sbandierati i vari finanziamenti ricevuti (e di cui siamo ancora in attesa), non corrisponda altrettanta puntualità nelle accuse insinuate: quali sono le presunte associazioni che avrebbero ricevuto “lauti compensi”? E in quanto sarebbero quantificabili questi compensi?

Inoltre voglio sottolineare che la gestione economica del Festival è stata da sempre condivisa con l’amministrazione comunale, di cui il Sindaco è responsabile e quindi parte in causa. Le accuse rivolte all’Assessore da colui che avrebbe avuto il compito istituzionale di monitorarne il lavoro, non fanno dunque che rivelare falle e discordie interne che nulla hanno a che vedere con un evento stra-ordinario come il Festival in questione. Io stesso, fidandomi dell’Amministrazione, con cui già l’anno prima si era istaurata una solida collaborazione, ho accettato che l’Assessore fosse delegato ad assumere molte responsabilità nella gestione di un evento così complesso e radicato sul territorio. Sarà lui stesso dunque, in quanto rappresentante del Comune, a fornire tutti i dati necessari per verificare la gestione dei finanziamenti e, ne sono certo, a fugare ogni dubbio sulle accuse personali che gli sono state rivolte da chi avrebbe dovuto verificarne il lavoro in corso d'opera.

Mi permetto infine, in quanto Direttore Artistico, di ricordare a tutti noi l’enorme beneficio che il Festival ha portato al territorio e al paese.

La gestione di un finanziamento è cosa complessa, che può destare molti malintesi. Innanzi tutto un finanziamento (peraltro non ancora erogato) non si ottiene per provvidenza divina o per “conoscenze”, ma con un serio lavoro di progetto e proposta che ha richiesto tempo, impegno e competenza da parte del sottoscritto e dei suoi collaboratori. Il progetto è stato fatto al solo scopo di portare visibilità e valorizzazione del territorio, con un investimento sul quale l’amministrazione comunale ha ritenuto di puntare, sottoscrivendo -in persona del Sindaco- almeno cinque delibere ufficiali, nelle quali tutti i costi erano perfettamente preventivati.

Sono stati realizzati due festival: il “Calitri film festival”, che ha utilizzato le risorse non solo per allestire un concorso internazionale di cortometraggi (122 opere arrivate da 18 paesi), una giuria competente, una retrospettiva alla presenza di un monumento del film documentario come Luigi Di Gianni, ma anche proiezioni ed eventi di intrattenimento di buon livello culturale e di certo divertimento. E il festival “Mi sono sognato il treno”, fatto di incontri, laboratori, spettacoli, camminate, sezione arti , istallazioni ,concerti, con più di settanta tra relatori, musicisti, artisti, italiani e stranieri, e ventimila presenze stimate nel complesso.

L’attenzione dei media nazionali e dei tanti visitatori accorsi è stata un’occasione unica di crescita e visibilità delle nostre terre, di cui tutti noi –soprattutto le tante attività commerciali- abbiamo beneficiato e di cui, spero, siamo stati orgogliosi. Ma soprattutto, ed è ciò che più mi preme, vorrei sottolineare l’incredibile offerta culturale di cui tutti, gratuitamente, hanno potuto godere e che indubbiamente ci ha umanamente ed intellettualmente arricchito. Così come la restituzione all’uso, sia pure temporanea, di luoghi come la stazione di Conza, i caselli di Lioni e di san Tommaso, e l’attenzione posta sui temi della mobilità e del servizio pubblico. E’ sufficiente dare un’occhiata al programma e confrontarlo con manifestazioni dello stesso livello, sia in termini di iniziative realizzate che di budget a disposizione, per comprendere la mole dello sforzo. E’ stata un'impresa molto difficile anche perché non si è potuto contare fino ad ora su nessuna liquidità operativa. E quanti si riempiono la bocca di accuse, di immaginarie speculazioni e arricchimenti personali, dovrebbero anticipare di tasca propria i soldi per la benzina nel generatore, come hanno fatto molti di noi, o anticipare somme e opere considerevoli senza le quali non si sarebbe nemmeno potuti partire. Ringraziamo anzi i professionisti e le strutture che lo hanno fatto, e della cui pazienza e fiducia siamo grati. E ringraziamo anche quanti hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco partecipando ai capitoli di spesa, ricevendo in cambio perfino insinuazioni diffamatorie.

Niente di questo sarebbe stato comunque possibile se non grazie alla collaborazione e all’entusiasmo di tutti, ed è questa la vera risorsa che dovremmo preoccuparci di preservare, senza che piccole beghe di partito ci facciano perdere di vista la vera ricchezza nata dal Festival, che dovrebbe essere considerato un investimento per tutti, non una ruberia. Il valore in cui investire è , a mia opinione ,la consapevolezza che nel minuscolo si nasconde il gigantesco , e che il vuoto può essere una risorsa , a patto che non si trasformi in abbandono e degrado. Spero che gli attori della scena politica abbiano il senso di responsabilità di salvaguardare il festival , e non farne strumento di scontro . Sarebbe un peccato rompere i barili , dopo tanto lavoro per riempirli di acqua e portarli a casa.

La documentazione e il quadro economico, mi dicono, sono visibili sull’albo pretorio del comune. E dato che non è bello di certe cose “parlare al bar o per volantini”, vi invitiamo sin da ora ad un pubblico confronto che a breve faremo per illustrare con chiarezza quanto fatto e per interrogarci sull’opportunità o meno di continuare questa esperienza. Perché , come si dice, fessa sì , ma cionna no.

Un saluto e un abbraccio a tutti . Grazie per l’attenzione".

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