CERCA

Fondazione Officina Solidale Onlus
Eventi

Capossela e la "truffa dei braccialetti": esplode la protesta dei fan in Rete

Capossela e la

Proprio non ci stanno. I fan di Vinicio Capossela non hanno digerito la faccenda “braccialetti” e il popolo della Rete dimostra ancora una volta di non perdonare. Quale miglior luogo per dare sfogo alla rabbia se non una pagina Facebook che stamattina, precisa e puntuale come una tazza di buon caffè, ha fatto la sua comparsa raccogliendo in poche ore già 226 fan?
Non sono passate neppure 24 ore dal misfatto. Ieri sera a Calitri, come noto, era in programma il concerto di Vinicio Capossela. L’artista di origini irpine ha deciso anche quest’anno di dedicare una tappa del suo tour alla festa di San Canio, patrono calitrano, inscenando una performance di altissimo livello, a ennesima conferma delle sue straordinarie qualità di intrattenitore, paroliere e musicista.
Il concerto non prevedeva l’acquisto di un biglietto di ingresso essendo un tributo dell’artista alla sua terra. Tuttavia, stando a quanto comunicato giorni fa dal “Comitato Festa San Canio e Santa Lucia”, la festa del patrono sarebbe stata realizzata attraverso fondi frutto della questua cittadina e per questo motivo si chiedeva a quanti volessero partecipare ai festeggiamenti un piccolo contributo per accedere ai “contenuti speciali” della festa stessa tra cui, citiamo testualmente, “l’indulgenza di Vinicio, il kit di Santo Canio e la musica accompagnata dal canto delle Sirene”. 
Il contributo pari a 10 euro corrispondeva all’acquisto di un braccialetto identificativo e personale da utilizzare per l’accesso a Piazzale Giolitti, ma anche ai fini dell’estrazione dei premi in palio con la lotteria legata alla festa, cioè il già citato “Kit di Santo Canio” (un weekend a Patù, cittadina del leccese che ha appena insignito il cantautore della cittadinanza onoraria; l'ultimo album di Vinicio “Marinai profeti e balene”, salami e caciocavalli irpini stagionati nelle caratteristiche grotte di Calitri; una bottiglia di buon vino calitrano della “visciglieta” e un effige del Santo Patrono). Sulla locandina dell’evento compariva la dicitura “ingresso con sottoscrizione obbligatoria”. I fan di Capossela arrivati da tutto il Meridione e anche da alcune aree dell’Italia centrale avranno pensato:  no braccialetto no party! Almeno in teoria.
Perché in pratica ieri sera, in quel piazzale, non c’erano solo i circa 4000 fan di Vinicio che, con non poca fatica, si erano muniti del “prezioso monile”, ma tanti infiltrati. Gente i cui polsi non facevano mostra di nessun braccialetto. Così quelli che i 10 euro li avevano spesi hanno iniziato quasi a provare un po’ di vergogna all’idea di essere caduti ingenuamente in una trappola montata ad hoc.
Qualche ora di sonno e la vergogna si è trasformata in vera e propria indignazione. La trappola ha tutto il sapore della truffa e i mandanti, ovvero il Comitato Festa, non hanno fatto nulla per far pensare il contrario: sulla loro pagina Facebook è stata disabilitata la possibilità di lasciare post in bacheca e a quanti hanno provato a fare domande non è stata ancora fornita alcuna spiegazione. Qualcuno ipotizza un problema di diritti con la Siae cui si è voluto porre rimedio aprendo all’ultimo momento l’accesso al concerto a tutti. Altri parlano di un “semplice e ingenuo” errore di comunicazione, dato che il braccialetto aveva come reale e unico scopo la partecipazione alla lotteria.
Mentre la pagina “Truffa dei Braccialetti per il concerto di Vinicio Capossela a Calitri” continua a raccogliere adesioni (siamo intanto arrivati a 275 fans) e iniziano a moltiplicarsi commenti offensivi per il popolo calitrano nella sua totalità, ci chiediamo perché il Comitato o chi per esso non voglia chiarire la sua posizione. I fan di Vinicio, che ora minacciano azioni legali e richieste di risarcimento, avrebbero speso anche più di 10 euro per assistere a una sua performance. Ciò che fa male non è il costo del braccialetto, ma la disparità di trattamento. Qualcuno spieghi le reali motivazioni del misfatto, ne va della dignità di Calitri e dell’intero popolo altirpino. Siamo sicuri che lo stesso Capossela gradirebbe.

Condividi: