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Lapio - A Leonardo Palmisano e Vincenzo D'Onofrio il Premio Filangieri 2020

Lapio - A Leonardo Palmisano e Vincenzo D'Onofrio il Premio Filangieri 2020

A Lapio sabato 22 febbraio alle ore 18 si terrà l’incontro dal tema “L’illegalità Irpina, la solitudine delle istituzioni e il favoreggiamento della non informazione”. Tra i relatori: il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il coordinatore della DDA di Bari Pasquale Drago, il consigliere regionale già membro della commissione anticamorra Vincenzo Viglione, il professor Leonardo Festa, i referenti di Libera Avellino, i Forum dei Giovani della Campania. 
L’Ordine dei Giornalisti della Campania ha previsto l’assegnazione di sei crediti formativi per il convegno di sabato.
"Il nostro obiettivo è quello di contribuire a riempire vuoti e silenzi che in questi anni hanno condizionato negativamente il dibattito sulle complessità del sistema-Irpinia», afferma Carmine Pasquale, membro dell’associazione culturale Laboratorio Teatrale Lapiano e ideatore del progetto. «Una piccola associazione culturale, in un piccolo comune irpino, ha deciso di combattere l’illegalità promuovendo l’educazione alla giustizia sociale. Perché siamo profondamente convinti che riflettere sui grandi temi possa essere utile a generare consapevolezza in comunità che, a poco a poco, si stanno spopolando di idee e di persone. Quest’anno premieremo due uomini che, pur differenziandosi nelle rispettive professionalità, non hanno mai smesso di contribuire alla divulgazione culturale e al contrasto alla criminalità. Per questo», precisa, «il Premio Filangieri 2020 sarà assegnato al procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, che nei mesi scorsi ha coordinato le indagini che hanno portato all’arresto di numerosi esponenti del ‘Nuovo Clan Partenio’ e allo scrittore e sociologo Leonardo Palmisano che dell’antimafia sociale ha fatto la propria bandiera morale e civile. Il Premio va alla loro capacità di resilienza alle minacce e alle intimidazioni ricevute per dimostrare che, senza dover essere eroi, è possibile incentivare il sistema valoriale cui una società sana dovrebbe ispirarsi. E anche, e forse soprattutto, per lanciare un messaggio di vicinanza tangibile che schermi e protegga quanti lottano quotidianamente per riaffermare la legalità in tutte le sue declinazioni."

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