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Ospedaletto apre le porte all'incanto della 'Juta di Montevergine'

Ospedaletto apre le porte all'incanto della 'Juta di Montevergine'

Torna l’atteso momento di turismo religioso dedicato a “Mamma Schiavona”. Da sabato 10 a lunedì 12 settembre si terrà ad Ospedaletto d’Alpinolo la tredicesima edizione della “ ‘A Juta a Montevergine”. L’evento, organizzato dall’Amministrazione comunale del paese alle falde del santuario mariano in collaborazione con la Regione Campania, il Comune di Avellino, il Forum giovanile di Ospedaletto, l’Apl produzioni (Società Europea dello Spettacolo) e l’Ente Parco del Partenio, rivive, in un’unica e suggestiva formula, una tradizione che vanta otto secoli di storia e folklore, fede e festa, sacro e profano.
Una manifestazione dall’alto valore simbolico che rievoca, con preghiere, canti e balli, la memoria popolare della fede mariana legata al culto di “Mamma Schiavona”. Per l’appuntamento, c’è grande fermento da parte dei devoti che, da tutta la Campania, giungeranno nel paese irpino per il tradizionale pellegrinaggio all’abbazia di Montevergine.
Ed il miglior welcome turistico non mancherà. La  Giunta comunale, guidata dal sindaco Antonio Saggese, in partnership con le associazioni territoriali, sta, infatti, lavorando per accogliere al meglio i fedeli, dando loro la più calorosa ed efficiente ospitalità territoriale. Ma l’aspetto storico-religioso non sarà l’unico elemento caratterizzante l’iniziativa finanziata, in parte, con fondi regionali del settore Agricoltura (Psr misura 3.13 – incentivazione di attività turistiche). Intorno alla sacralità celebrativa, ruota il vettore gastronomico ed artigianale: due importanti punti di forza dell’economia domestica. Fari puntati sul polo dolciario, per cui Ospedaletto d'Alpinolo è anche conosciuto, specializzato nella produzione di torroni, pasticceria secca, biscotti, uova pasquali e frutta secca. Un indotto dalle enormi potenzialità che, ad ora, copre l’8 per cento della produzione nazionale di settore.
Per questo – spiega Saggese – l’evento sarà anche un’occasione per dar risalto, in maniera adeguata, a questo settore produttivo che va rafforzato sempre più”.  “In vetrina, nella tre giorni, ci sarà – continua – il top della gastronomia di qualità”. In mostra, ad esempio, le antiche tecniche utilizzate per fare il torrone fino ai recenti metodi di produzione sempre all’insegna della qualità. In più, degustazioni di altri prodotti tipici come le castagne del prete e dolci preparati dalle sapienti mani della massaie del posto. Scelta come location espositiva: il centro storico dove, tra le vie del borgo, si allestiranno ben 50 stand. “L’intento dell’Amministrazione – prosegue il primo cittadino di Ospedaletto – è proprio quello di valorizzare al meglio il cuore antico della nostra cittadina. Un’area dall’incantevole fascino che va promossa e potenziata”. Spazio anche ai pregevoli manufatti artigianali realizzati dagli artisti locali. “Abbiamo predisposto – mette in evidenza Gianni Santaniello, consigliere comunale delegato al Turismo, - un’intera piazza dedicata a questo filone con l’obiettivo di dare il giusto risalto ad un altro asse strategico della nostra produzione”. Ed il cammino non finisce qui, proseguendo nel nome della partnership territoriale. Con un evento di spessore, come la Juta, l’Esecutivo comunale sta infatti studiando le migliori sinergie con i paesi limitrofi per un progetto di promozione ad ampio respiro in grado di abbracciare il territorio del Partenio. “Non si può pensare – conclude Saggese – ad uno sviluppo circoscritto. E’ necessario, invece, agire con logiche di cooperazione per proporre e formulare un’offerta turistica integrata e di grande appeal”. “Questa manifestazione – rimarca Santaniello – vuol essere anche una chance per stringere virtuose sinergie in ottica turistica funzionali a far crescere il nostro territorio”. Insieme a religiosità, folklore, storia, gastronomia ed artigianato non poteva mancare la musica popolare ad allietare il pellegrinaggio con ritmi e danze tradizionali. Ritorna, anche quest’anno, un nutrito spaccato riservato agli artisti di strada, la cui direzione artistica è affidata ad Angelo Picone detto “O’ Capitano”.

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