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Ospedaletto, è il giorno della "A juta a Montevergine"

Attesi nella giornata di oggi migliaia di fedeli per il tradizionale rito di pellegrinaggio al Santuario di "Mamma Schiavona"

Ospedaletto,  è il giorno della

Come ogni anno, si rinnova la tradizione della Juta a Montevergine. L'appuntamento di turismo religioso che richiama la partecipazione di migliaia di pellegrini da tutta la Regione prevede la creazione di una partnership fra Ospedaletto, Novi Velia ed Efeso per legare la cultura mediterranea nel segno del culto mariano. L'evento è particolarmente atteso e sentito dai fedeli di tutta la Campania che sono giunti qiuesta mattina nel paese irpino per il tradizionale rito religioso che chiude la tre giorni ospedalettese. Si tratta di un appuntamento di grande valenza che proietta il paese irpino nei più importanti circuiti regionali del turismo religioso. E non solo. Gli obiettivi sono di maggior respiro territoriale. E guardano ad un asse Ospedaletto, Novi Velia, comune del salernitano e meta di numerosi pellegrinaggi al santuario della Madonna del Sacro Monte, Efeso, città turca storicamente importante per il culto di Maria, in grado di legare, in un solo canale, la cultura mediterranea mariana. La proposta emerge dal convegno sul rito mariano in Campania che ha aperto, lo scorso sabato nel paese irpino, la tredicesima edizione della Juta. In cantiere, l’ipotesi di realizzare un progetto funzionale a dar vita e sostanza, in tempo utile, a questa partnership nel segno della devozione mariana.Per salire a piedi al santuario i devoti si sono radunati questa mattina alle 5,30 in piazza Demanio ad Ospedaletto, percorrendo la vecchia mulattiera, mentre agli anziani  è stata data la possibilità di raggiungere la meta in pulmman. Il taglio del nastro pomeridiano della giornata conclusiva è sempre affidato agli stand artigianali che apriranno alle 17.30. A seguire, alle 18.00, la processione rievocativa (festone alla Madonna). In serata, sempre alle 21.30, spazio di nuovo alle coinvolgenti melodie popolari della “Paranza Rareca Antica” (Piazza Umberto I), della “Paranza tammurriarè” di Valerio Ricciardelli (Vicolo Fontana di mezzo), e deli “Amarimai” (Piazza Garibaldi). Un gruppo di circa 13 elementi che da sempre lavora per ricercare, salvaguardare e tramandare tutte le tradizioni popolari. Il tutto arricchito dallo spettacolo del Fase: il primo festival degli artisti di strada emergenti diretto da Angelo Picone detto “ ‘O Capitano”. Artisti “big”, oltre a dare il loro appoggio esperienziale ai giovani, si alterneranno nell’ultimo giorno dell’evento con i loro spettacoli. Le esibizioni, nei giardini comunali di Piazza Demanio, saranno valutate e premiate da una giuria composta dai direttori artistici partner della specifica iniziativa. Ai primi tre classificati, la possibilità di essere accreditati nelle prossime edizioni delle rassegne che supportano il festival artistico del paese irpino. La serata sarà allietata da piatti e degustazioni tipiche del patrimonio gastronomico locale. Finanziata in parte con fondi regionali del settore Agricoltura (Psr misura 3.13 – incentivazione di attività turistiche), la manifestazione è promossa dall’Amministrazione comunale di Ospedaletto d’Alpinolo, guidata dal sindaco Antonio Saggese, in collaborazione con la Regione Campania, il Comune di Avellino, il Forum giovanile di Ospedaletto, l’Apl produzioni (Società Europea dello Spettacolo) e l’Ente Parco del Partenio.

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