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Luce e gas, emergenza contratti falsi

In Campania la maggioranza delle truffe segnalate, le contromisure per evitare guai

Luce e gas, emergenza contratti falsi

Emergenza contratti non richiesti per la fornitura del gas e dell’elettricità. Lo sportello per la tutela dei consumatori energetici ha censito in un anno 3500 casi di clienti energetici ai quali era stato cambiato a loro insaputa il contratto di luce e gas. Un fenomeno in crescita del 68%. La Campania è la prima regione con l’11,3% dei casi segnalati, seguita da Puglia, Toscana ed Emilia Romagna. Fenomeno talmente diffuso nella nostra Regione che una Procura, quella di Benevento, ha deciso di vederci chiaro aprendo una indagine per falso in scrittura privata.
I numeri  però sono sicuramente maggiori. Molti sono i casi risolti direttamente dall’utente o non segnalati dallo stesso. La truffa si muove su più piani. Alcuni esempi: un consumatore scopre di essere passato dal mercato tutelato, quello che segue le tariffe aggiornate dall’Autorità dell’energia ed è rifornito dall’azienda locale di distribuzione, a quello libero, in cui il rapporto è diretto con il fornitore e si pagano prezzi negoziati. Oppure, sulla bolletta cambia il nome della società fornitrice. In qualche caso il contratto riporta una firma falsa. A volte addirittura di una persona che alla data contrattuale era morta. Non sono poi rari casi, come dire, estremi: alcuni venditori “porta a porta” che si spacciano per incaricati dell’Enel o dell’Eni che con la scusa di dover leggere il contatore o aggiornare il contratto, vengono a conoscenza dei dati del consumatore, spesso anziani,  necessari per compilare i moduli contrattuali, ovvero del numero utente, codice fiscale, matricola contatore. Accade inoltre che il consumatore esasperato riesca a compilare le pratiche per tornare al contratto precedente, e qui l'azienda energetica può diventare cavillosa tanto quanto prima, quando si trattava di accettare clienti, era superficiale: manca una virgola, il documento è incompleto, non è stata mandata la certificazione.
Le associazioni dei consumatori, al riguardo, rinnovano le loro raccomandazioni al fine di schivare truffe, sempre di più, all’ordine del giorno: non firmare alcun modulo, controllare sempre l’intestazione delle bollette di elettricità e gas e, qualora si scoprisse che la fattura proviene da un fornitore diverso, non pagare e contestarla immediatamente con una raccomandata a.r.. Bisognerà poi attendere 40 giorni e, se l’azienda non storna spontaneamente le bollette o addirittura le dichiari dovute allegando una copia di contratto con una firma che potrebbe essere posticcia, il consumatore avrà 90 giorni di tempo per inoltrare alla Polizia o ai Carabinieri una denuncia per truffa che trasmetterà sempre a mezzo posta al fornitore abusivo reiterando la richiesta di storno e rientro con la propria società.

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