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A Termini Imerese Dr Motor Company salva l’automotive

A Termini Imerese Dr Motor Company salva l’automotive

Termini Imerese come Valle Ufita, le dimensioni del dramma sociale sono diverse; ma le due realtà del Sud sembrano condividere lo stesso paradigma. Come in Irpinia così anche in Sicilia la Fiat ha deciso di abbandonare lo stabilimento, la chiusura è prevista per dicembre 2011, facendo nel contempo il possibile per trovare una soluzione alternativa capace di dare una risposta occupazionale. Nel caso siculo però sono stati tanti gli imprenditori che si sono fatti avanti per rilevare le strutture Fiat, tra cui anche una nuova, e già odiata, conoscenza dei lavoratori Irisbus: Dr Motor Company.

Tanti i progetti che dovevano rilanciare le due aree sono sfumati, nel caso di Termini Imerese, poi, non sono mancati imprenditori finiti nei guai per storie di indagini e manette. Prima l’arresto di Corrado Ciccoletti, colosso pugliese del florovivaismo; poi quello di Simone Cimino, promotore del progetto del fondo Cape alleato con gli indiani di Reva per produrre auto elettriche. Per non parlare dell’archiviazione della proposta di Gian Mario Rossignolo, patron della de Tommaso, alle prese con pesanti problemi bancari in altre aree del Pese e dunque ritenuto, ormai, inaffidabile e poco credibile dai più: il suo progetto di costruire Suv di alta gamma non è più in lista. Nel frattempo Invitalia, braccio operativo del Governo per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, e Regione Sicilia hanno dato il via libera alla proposta presentata dai molisani di Dr Motor Company, di massimo Di Risio, che ha già firmato l’impegno con Invitalia la scorsa settimana. Di fatto l’azienda di Macchia d’Isernia, che lì assembla auto low cost cinesi e le vende col proprio marchio, garantirà la sopravvivenza dell’automotive a Termini, sostituendo Rossignolo nel rilevare lo stabilimento Fiat; si è impegnato ad assorbire in cinque anni gli operai, questa è la condizione fissata nell’accordo firmato per la cessione dello stabilimento, e ciò grazie alla produzione a Termini Imerese di quattro nuovi modelli low cost, distanziati di sei mesi l’uno dall’altro.

In irpinia il progetto della Dr ancora nessuno lo conosce del tutto: dando per buone le indiscrezioni la riduzione della produzione e il conseguente taglio del personale, con anche ipotesi di trasferimenti in altri stabilimenti Fiat, appaiono difficili da scongiurare. Ad ogni modo la maggior parte non vede assolutamente nel gruppo molisano una soluzione capace di dare garanzie. I lavoratori e i rappresentanti sindacali, al pari dei primi meri spettatori della questione, non vogliono sentir parlare di soluzioni alternative alla Fiat e preferiscono rilanciare la loro protesta sperando in un ripensamento da parte del casa “torinese”. Intanto per quanto riguarda Termini, tra il 15 e il 20 luglio, ci sarà un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico tra Dr e sindacati, per illustrare la proposta di riserva a Fiat: tutto lascia pensare che si dovrebbe iniziare dopo aver ristrutturato l’impianto per le esigenze della Dr, anche perchè, denunciava ieri a Radiocor il segretario nazionale della Fiom Giorgio Airaudo, la Fiat cesserà già a luglio la sua attività in Sicilia.

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