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Lavoro e Sindacati

Caso Irisbus: la protesta si sposta a Grottaminarda

Caso Irisbus: la protesta si sposta a Grottaminarda

La protesta vera e propria dei lavoratori Irisbus si è concretizzata ieri mattina ma in realtà la mobilitazione era cominciata già nei giorni scorsi. Recandosi nei maggiori negozi della zona infatti era possibile incontrare questi ragazzi in divisa da lavoro intenti a distribuire volantini e ad invitare la gente alla manifestazione che si è svolta a Grottaminarda. Si sono incontrati davanti al municipio, impiegati, operai, pensionati, gente comune ed hanno iniziato la loro marcia di protesta molto presto come è abituato a fare chi lavora in fabbrica. La prima tappa è stata il casello autostradale, bloccato per qualche minuto dai ragazzi che poi si sono spostati verso il centro ‘invadendo’ pacificamente il classico mercato del lunedì. “Vogliamo far sentire la nostra voce a quanta più gente è possibile- ha detto uno dei ragazzi-i disagi che stiamo creando, sono minimi e rappresentano il nostro grido d’aiuto per far capire a chi comanda che la questione Irisbus non riguarda sono noi lavoratori ma l’intera provincia”. Presenti le associazioni sindacali, unite alla manifestazione “Vogliamo capire- ha detto Cicchella segretario provinciale Ugl metalmeccanici-perché la fiat è fuggita di notte dall’irpinia, abbandonando il territorio con una comunicazione di cessione. Siamo vicini- ha detto- alla rabbia dei lavoratori, è impensabile che l’azienda venga ceduta alla Di Risio attraverso un piano industriale illogico. Senza la Fiat questo territorio tornerebbe indietro di anni, abbiamo dunque bisogno di una discussione a livello nazionale e che la politica si prenda le sue responsabilità”. Colpe politiche e delle istituzioni locali anche secondo Sergio Scarpa FiomCgil” Ci si culla- ha detto- su questa favola della cessione. Coloro i quali intendono acquistare lo stabilimento non hanno le spalle abbastanza larghe per farlo, sono indebitati e credo che questa sia un’operazione fittizia. Per non parlare dell’assurdo piano di riconversione che prevede la costruzione di Suv. La vertenza ha fatto crescere l’Rsu, chiederemo dunque, se la situazione dovesse rimanere questa, uno sciopero generale, oltre che un incontro a Roma, la nostra protesta- ha continuato- non chiamerà in causa solo il ministero per lo sviluppo economico ma anche e soprattutto lo Stato e la Regione affichè si faccia uno sforzo di rifinanziamento. La lotta- ha concluso- deve crescere perché non dobbiamo essere noi a chiamare i politici ma devono essere loro a venire da  noi, accettiamo di buon grado l’interessamento dei sindaci e il documento che hanno firmato ma c’è bisogno di fare qualcosa in più. Teniamo conto infine che Marchionne aveva detto che non avrebbe chiuso nessun altro stabilimento, non è stato di parola”. Confuso tra i lavoratori in protesta anche l’assessore Solimine “ E’ tardi- ha detto- è tanto che per l’Irisbus si parla di riconversione, di chiusura, di vendita, mi chiedo dove sia la politica. Noi- ha dichiarato- continueremo ad essere al fianco dei lavoratori e ad accompagnarli nella loro battaglia per il diritto al lavoro”

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