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De Luca propone la sua rivoluzione sanitaria, ma i sindacati sono scettici

De Luca propone la sua rivoluzione sanitaria, ma i sindacati sono scettici

L’incontro di due giorni fa all’Hotel de la Ville di Avellino, durante il quale il Governatore Vincenzo De Luca ha esposto la rivoluzione in atto nella sanità campana, ha già cominciato a raccogliere polemiche e qualche dissenso.
I primi a mettere i puntini sulle i, sono stati proprio i rappresentanti sindacali, per nulla convinti della concretezza di tali cambiamenti.
Nell'articolo apparso oggi sulle colonne de Il Mattino di Avellino a firma di Gianni Colucci, e' evidente  lo scetticismo dei sindacati.
“Molta teoria e poca pratica”, è stato il commento di Mario Melchionna della Cisl Irpinia Sannio che ha anche fatto riferimento al rapporto non proprio sereno tra De Luca e Polimeni: “Non possiamo andare avanti con un Governatore che non si confronta con Polimeni, anzi credo che i due non vadano proprio d’accordo”.
“Quando De Luca dice che il governo ci dà 10 miliardi lo sa che Padoan ha stoppato la Lorenzin che sul crono programma prevedeva 113 miliardi per muovere qualcosa in sanità, mentre ora il ministro chiede di rimanere sui livelli di 1,3-1,7 miliardi? Vorrei sapere se De Luca parli qualche volta con il ministro”, è stato, invece, il duro affondo di Franco Fiordellisi, segretario della Cgil.
Anche Luigi Simeone segretario della Uil, ha espresso i suoi dubbi riguardo al commissariamento della Campania, dicendo: “Io credo che non si riuscirà a convincere Roma a far uscire la Campania dal commissariamento”.
Le soluzioni, però, ci sarebbero, a partire da una rivisitazione seria del piano ospedaliero come spiegato da Simeone: “Sono 15 anni che si fa solo un copia e incolla”. Inoltre si dovrebbe investire su banda larga e telemedicina.
Invece sul fatto sostenuto da De Luca di nessun coinvolgimento della politica nella scelta dei nuovi manager sanitari, ha ironizzato Simeone che ha dichiarato: “La scelta dei medici non condizionata dalla politica? Noi ci crediamo perché siamo cattolici”.
Il problema della politica che entra nella sanità, però, non è di per sé un problema, come spiegato da Fiordellisi: “La politica che si interessa alla sanità non è un male, significa responsabilità. È la malapolitica che deve rimanere fuori”.
“Maria Morgante e Angelo Percopo sono persone del settore e quindi non essendo ingegneri navali vanno bene: se la politica sceglie bene, non mi scandalizzo”, ha aggiunto Melchionna.
Insomma la rivoluzione tanto decantata da De Luca non sembra convincere tutti, anzi le polemiche esistono e in qualche modo anche le soluzioni per rendere concreto ciò che si dice e fare... Insomma, attendere per comprendere.

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