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Lavoro

Industria Italiana Autobus - Del Rosso denuncia: "Non ci permettono di competere con i produttori stranieri"

Industria Italiana Autobus - Del Rosso denuncia:

Dopo il flop dell’incontro presso il Mise con i lavoratori e rappresentanti dell’ex Irisbus che ha fatto emergere l’impossibilità del Governo di incidere sull’acquisto degli autobus, facendo venir meno anche la speranza di concedere delle premialità alle fabbriche che producono sul territorio italiano, arriva una nuova denuncia, questa volta dallo stesso presidente dell’Industria Italiana Autobus Stefano Del Rosso.
Alle polemiche dei sindacati si sono aggiunte anche le parole di Del Rosso che ha dichiarato: “Ringrazio il Governo per gli ingenti fondi messi a disposizione per il rinnovo del parco autobus. Noi, però, non siamo messi in condizione di competere, ad armi pari, con le altre aziende del comparto”.
Le parole di Del Rosso pesano come macigni. Egli ci ha tenuto a spiegare la situazione riguardante le gare per la produzione di autobus che rappresenterebbero, in caso di vittoria, il mezzo di sostentamento dell’ex Irisbus. Senza le commesse, la produzione non andrebbe avanti: “La gara della Consip prevede un prezzo massimo di acquisto per gli autobus elettrici di circa 280mila euro. Gli stessi mezzi si vendono in Italia e in Europa tra i 380mila e i 420mila euro: a queste condizioni noi italiani non possiamo essere competitivi con turchi, polacchi, cechi e cinesi”, ha spiegato Del Rosso.
La manodopera altrove costa meno, ma in Italia questo è impossibile. Per tale motivo molte aziende, tra cui l’Industria Italiana Autobus è costretta ad abbandonare le gare o a non parteciparvi.
Da parte sua lo Stato non fa nulla per agevolare la produzione locale. In teoria ci sarebbe la possibilità di realizzare gare in grado di favorire una società rispetto alle altre, ma non lo si fa.
Per la maggior parte delle volte le gare vengono assegnate ad aziende che producono all’estero, in posti come ad esempio la Turchia dove la manodopera più a basso costo permette di essere competitivi sul prezzo.
La sensazione e' che  dopo tanti sforzi per rimettere in piedi l’ex Irisbus sembra essere ritornati al punto di partenza. La questione è: se un’industria produce autobus, ma non sa a chi venderli, come può resistere?

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