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Industria Italiana Autobus - Ennesimo slittamento al Mise: attesi i fondi di Invitalia tra promesse e malumori

Industria Italiana Autobus - Ennesimo slittamento al Mise: attesi i fondi di Invitalia tra promesse e malumori

La tanto attesa riunione presso il Mise prevista per martedì 9 per avviare il progetto di costituzione di un polo unico nazionale di produzione degli autobus, creando un asse Bologna-Valle Ufita, è stata rimandata. Il prossimo appuntamento ministeriale è stato fissato per giovedì 25 maggio. 
Ciò che preoccupa, più dello slittamento in sé per sé, è la motivazione che sta alla base del mancato appuntamento: non ci sarebbero elementi nuovi di cui discutere e, dunque, la riunione sarebbe stata inutile. Stando alle ultime notizie Invitalia non sarebbe ancora pronta a saldare la prima parte del finanziamento previsto per il contratto di sviluppo. Inoltre la richiesta della cassa integrazione straordinaria per il 2016 non sarebbe stata ancora approvata.
A preoccupare sono anche gli impegni presi dal Governo per garantire una premialità alle industrie del settore che producono sul territorio e che per ora sembrano essere destinate a rimanere solo promesse.
Per tale motivo i rappresentanti sindacali, in particolare quelli della Fiom Cgil, hanno accusato il Governo di essere incapace di mantenere gli impegni assunti, andando a creare non pochi problemi per la buona riuscita del progetto di rilancio dell’azienda.
Come spiegato dal segretario della Fiom Cgil, Sergio Scarpa, l’assenza del Governo e la difficoltà di acquisire nuove commesse, “non solo fanno slittare gli investimenti per il rilancio della fabbrica di Valle Ufita, ma mettono in discussione la tenuta dell’intero progetto”.
Anche il presidente di  Industria Italiana Autobus Stefano Del Rosso è stato chiaro a riguardo: servono almeno 550 pullman all’anno per garantire la saturazione  degli attuali livelli occupazionali.
Come denunciato da Scarpa, il Governo oltre che non garantire le premialità promesse, in alcuni casi indice gare con una serie di vincoli che non consentono all’unica azienda italiana di partecipare.
Insomma i sindacati sono delusi da continui slittamenti e promesse: si cercano risposte certe per garantire la produzione dell’ex Irisbus ed evitare che gli sforzi fatti fino ad ora vadano perduti.  

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