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Io voglio insegnare: ad Avellino in piazza il 7 Novembre per l'accesso all'insegnamento.

Io voglio insegnare: ad Avellino in piazza il 7 Novembre per l'accesso all'insegnamento.

Avellino - Gli aspiranti insegnanti Irpini scelgono la mobilitazione: il 7 Novembre alle ore 10:30 si ritroveranno presso la prefettura di Avellino per manifestare la loro rabbia verso chi nel governo dovrebbe dare certezze sul concorso di accesso all'insegnamento e che invece abbandona migliaia di giovani disoccupati e precari nella più profonda incertezza. Costretti a seguire dichiarazioni a mezza bocca, voci di corridoio, articoli su riviste specializzate senza sapere quando ci sarà il concorso, con che modalità, in che forma. 

" Aspettavamo il concorso per questo autunno" dichiara Stefano Iannillo di Soma-  Solidarietà e Mutualismo " per questo, insieme all'FLC e l'ARCI,  abbiamo organizzato un gruppo di cooperazione e preparazione collettiva verso il concorso che ha avuto più di 50 partecipanti. Siamo a Novembre e ancora non abbiamo una data, anzi! Sembrerebbe che venga messo in discussione il modello FIT approvato solo l'anno prossimo e non sappiamo se si andrà verso un nuovo TFA o un concorso a cattedra. Siamo stanchi di questa situazione, per questo il 7 novembre insieme a tante altre città in Italia abbiamo deciso di farci sentire con una mobilitazione".

"Fondamentale organizzare una mobilitazione in questo frangente di profonda incertezza" dichiara Erika Picariello - segretaria FLC-CGIL Avellino " Come sindacato siamo vicini a quanti oggi desiderano accedere alla professione di insegnante e condividiamo la loro inquietudine rispetto a quello che sta succedendo. Le anticipazioni sul Def, per quanto migliorative rispetto al sistema Fit regolamentato dalla Buona Scuola, non ci tranquillizzano intanto perche’ potranno essere soggette ancora a modifiche ma anche per un’altra ragione: modificare il sistema di reclutamento senza modificare invece gli indici di calcolo degli organici, ampliando la pianta organica,  e’ un’operazione conservatrice.
Il ministro ci riporta ad un passato solo apparentemente aureo ma dichiara ancheche non ci sono risorse.  Il governo sceglie una comoda scorciatoia per strappare consenso ai docenti evitando accuratamente di dire pero’ quale sia il progetto per la scuola pubblica statale. E’ per questo, per la tutela dell’istruzione pubblica statale, della qualita’ della nostra scuola a partire dal reclutamento che  sosteniamo e promuoviamo questo presidio : non si può continuare a giocare sul perno principale del futuro del nostro paese.

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