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Lavoro

Irisbus, le maestranze raccontano il dramma ai microfoni di Gad Lerner

Operai e Rsu sollevano il caso a livello nazionale in attesa del vertice ministeriale di mercoledì

Irisbus, le maestranze raccontano il dramma ai microfoni di Gad Lerner

La vertenza Irisbus sarà argomento di discussione de “L’Infedele”, la trasmissione di Gad Lerner in onda questa sera su “La 7”. Oltre al collegamento in diretta televisiva dagli stabilimenti dell’azienda ufitana, una delegazione di operai e Rsu sarà negli studi televisivi di Milano, per raccontare al pubblico nazionale la decisione della Fiat di chiudere l’unico stabilimento impegnato nella produzione di autobus per il trasporto urbano. Per le Rsu Dario Meninno e Lello Colello, e l’operaia Silvia Curcio si apre la possibilità di rimescolare le carte ed esercitare la giusta pressione nei confronti del Ministero dello sviluppo economico, che ha convocato per  dopodomani il tavolo di confronto fra Governo, azienda e sindacati. Il ministro Paolo Romani e il sottosegretario alla Presidenza del Consigli Gianni Letta hanno assunto l’onere di presentare un piano di impegno concreto del Governo, tale da indurre la Fiat a congelare la decisione di chiudere lo stabilimento e avviare il sostegno degli ammortizzatori sociali. Fermentano intanto, le iniziative intraprese da parte dei parlamentari irpini, che da Arturo Iannaccone, leader di Noi Sud a Enzo De Luca, rappresentante del Partito Democratico, promuovono iniziative a sostegno non solo delle settecento tute blu impiegate nel comparto di Flumeri, ma anche in difesa dell’intero territorio irpino. Mentre Iannaccone chiede la convocazione alla Camera, delle Commissioni Lavoro e Attività Produttive per un’audizione dei vertici della Fiat e delle organizzazioni sindacali, Enzo De Luca presenta la richiesta in Senato, di concerto con il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro, di avviare la discussione sulla vertenza irpina. La chiusura dello stabilimento Fiat di Flumeri annuncia non solo la mobilità di settecento famiglie, ma una progressivo depauperamento di tutto l’indotto collegato all’azienda, innescando un effetto domino che colpisce tutti i segmenti socio economici del territorio. Sul versante delle amministrazioni comunali, invece, i sindaci si lanciano in diverse correnti di pensiero, che vanno  dall’ipotesi delle dimissioni per accendere lo scontro politico e fare pressioni sul Governo, ad una partecipazione in massa al vertice romano di mercoledì.  Le aspettative annunciate dagli amministratori riguardano infatti tre priorità: continuare a tenere in vita la produzione, la cassa integrazione di un anno sostenuta dai fondi Fas, e un piano industriale di rilancio non solo per la Fiat, ma comprensivo di tutta la catena produttiva.

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