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Irisbus, Melchionna suona la carica: "Politici e sindacati facciano fronte comune a Roma"

Irisbus, Melchionna suona la carica:

“Finalmente i sindaci irpini hanno capito che dall’esito della vertenza Irisbus non dipende solo il futuro occupazionale dei 700 dipendenti e degli oltre 800 lavoratori dell’indotto, ma le sorti dell’intera economia provinciale”. Così Mario Melchionna, segretario generale della Cisl irpina, commenta la decisione dell’assemblea dei sindaci tenutasi stamattina davanti alla Irisbus di riconvocare i Consigli comunali per mercoledì 21 direttamente a Roma. “Un gesto forte - prosegue Melchionna - che insieme alla protesta e alla mobilitazione del sindacato e dei lavoratori, sicuramente lascia ben sperare rispetto alle decisioni che Fiat e Governo dovranno prendere”.
La Cisl spera nella partecipazione alla protesta del 21 a Roma di tutti politici e parlamentari irpini, del consiglio provinciale con il presidente Sibilia e del consiglio regionale con il presidente Caldoro. Proprio a Caldoro è stata inviata ieri una lettera a firma dei segretari generali Lina Lucci e Mario Melchionna, con la quale si chiede formalmente al presidente della Regione di partecipare in prima persona alla manifestazione.
Sul fronte nazionale, nel frattempo, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha sollecitato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta affinché il Governo assuma un atteggiamento più incisivo nei confronti della Fiat per garantire la continuità produttiva e occupazionale in Irpinia.
“La proposta del sindaco di Nusco – continua Melchionna nella sua nota - può avere un significato politico molto importante, ma a condizione che tutta la classe politica irpina si dimetta dalle cariche istituzionali, in questo momento abbiamo bisogno di un grande senso di unità.  In questo modo si dimostra a Fiat e Governo che in provincia di Avellino esiste una classe politica, parti sociali e lavoratori che tutti insieme si battono per un sacrosanto diritto che è il lavoro”.
“Abbiamo validi motivi – conclude Melchionna - per affermare che la costruzione della centrale termoelettrica in Valle Ufita faccia parte di una strategia messa in campo dalla Fiat, insieme al Governo, per indebolire la nostra lotta. Non ci faremo intimidire, ci batteremo con tutte le nostre forze affinché non si costruisca questa centrale che non solo non serve alla nostra economia, ma mette a rischio la salute dei cittadini della Valle Ufita. La Cisl ribadisce che una forte sinergia tra istituzioni, politici, sindacato e lavoratori riuscirà a invertire la tendenza negativa messa in campo dalla Fiat, dal Governo e dalla stessa Regione Campania per quanto riguarda le vicende della sanità, i rifiuti e le tante altre questioni irrisolte”.

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