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Lavoro

Lioni - "Chiediamo impegni seri alla Regione" Le accuse dei sindacati in occasione del 1 maggio

Lioni -

Ampia partecipazione alla manifestazione unitaria organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che si è tenuta questa mattina presso lo spiazzale della stazione ferroviaria di Lioni in occasione della Festa del Lavoro del 1° maggio. Ci si aspettava forse una partecipazione ancora più massiccia, come sottolineato dai rappresentanti sindacali, ma il gesto è stato ugualmente forte.
Non solo i rappresentanti sindacali Mario Melchionna (Segretario Generale della Cisl IrpiniaSAnnio), Franco Fiordellisi (Segretario provinciale della CGIL), Luigi Simeone (Segretario generale Cst Uil), Sergio Scarpa della Fiom Cgil e Marco D'Acunto della Fp Cgil, ma erano presenti soprattutto tanti lavoratori della IIA, della Coop Avellino, della ex Almec di Nusco, del Cgs e dell'Aias, che sventolando le bandiere delle sigle sindacali hanno manifestato per ribadire il diritto al lavoro e alla sicurezza in un giorno quanto mai indicativo.
La solidarietà verso tutti coloro che si battono per la sicurezza del lavoro e sul lavoro, è arrivata da ogni parte. Presenti infatti anche alcuni esponenti politici come il sindaco di Calitri Michele Di Maio, il primo cittadino di Sant'Angelo dei Lombardi Rosanna Repole, quello di Teora Stefano Farina e la presidente del Consiglio Regionale Rosetta D'Amelio.
Gli altri amministratori dell'Alta Irpinia e non solo hanno preferito non partecipare, innescando il disappunto dei sindacalisti: "Ringrazio i sindaci presenti, ma non posso ringraziare quelli assenti che invece avrebbero dovuto essere qui a manifestare con noi per il bene dei loro concittadini", ha dichiarato Melchionna.
"Vogliamo che la politica dia più attenzione alle zone interne che stanno vivendo il dramma dello spopolamento. Nell'ultimo anno abbiamo perso oltre duemila persone e la politica fa finta di non vedere", ha esordito Melchionna che ha attaccato duramente il governo nazionale e regionale: "La politica pensa ad altro e pensa che l'emigrazione non sia un problema, ma per chi vede i figli  andare via è un dramma. Questo è un Paese vergognoso perché a due mesi dalle votazioni non trovano un accordo sulle poltrone e non sugli interessi dei cittadini. Il popolo è affamato e la Regione Campania non è in grado di sfruttare i fondi che ci sono stati concessi. Vergogna!".
Poi il segretario ha parlato di sicurezza sul lavoro e disoccupazione:"In un'area in cui il lavoro non c'è, parlare di sicurezza è difficile, ma importante perché la dignità del lavoratore deve essere rispettata e non messa sotto i piedi. Serve prevenzione, informazione e repressione del lavoro nero. La disoccupazione ad Avellino è arrivata al 15% e al 54% tra i giovani. È un bollettino di guerra. I giovani che hanno perso le speranze li porteranno i politicanti sulla coscienza".
Poi un anticipo di ciò che i sindacati chiederanno nell'incontro del 9 maggio in Regione: una soluzione per le centinaia di lavoratori che stanno per perdere il lavoro, attenzione ai pensionati e ai giovani, maggiore sicurezza nelle scuole, migliori condizioni sanitarie e migliori servizi di trasporto. In una sola parola dignità per il popolo irpino e sannita.
"Vogliamo che le buone intenzioni non restino nel cassetto, chiediamo ai politici e agli imprenditori di metterci la faccia come facciamo noi. In Campania, Irpinia e Sannio c'è una situazione indescrivibile. Bisogna dare risposte ai cittadini in maniera seria sul lavoro e su tanti altri servizi. Ad esempio nella Sanità la politica deve stare alla porta, deve mettersi in fila per fasi curare e non per inserire manager nel sistema. Deve prestare attenzione alle scuole, alla gestione dei riufiuti e dell'acqua; oltre che ai trasporti che attualmente non trovano una risposta a causa dei ritardi della Regione".
Da palco poi si è levato il grido di Melchionna, applaudito con forza dai presenti: "Basta spot da campagna elettorale. Non vogliamo piu discussioni inutili e che non portano a nulla.Qui si piange solamente e nessuno avanza soluzioni serie, ma noi non molleremo finché non vedremo giovani e ultra 50enni lavorare. Viva il primo maggio".
Momenti di grande fervore si sono registrati quando i lavoratori hanno portato sul palco la propria esperienza, denunciando una distanza della politica, una provincia abbandonata da tutti, imprenditori ladri e clientelismi asfissianti; ma anche la preoccupazione per l'incremento delle malattie tumorali a causa dei disastri ambientali praticati dalle industrie.
Poi la parola è passata a Luigi Simeone: "Ripartiamo da Lioni perché è il simbolo di ciò che poteva essere il territorio dopo il terremoto, ma non lo è diventato", ha esordito, continuando: "Questo territorio e tutto il Paese sta vivendo una crisi di libertà. I nostri ragazzi non sono liberi di studiare dove nascono, nè tantomeno possono lavorarci. Gli anziani vanno via perché non c'è assistenza, perché c'è un direttore sanitario dell'Asl che ha redatto un atto aziendale che non piace a nessuno se non a se stesso. Non ci possiamo ammalare, non possiamo muoverci perché non abbiamo trasporti. Stiamo tagliando tutto. Nel giro di dieci anni la metà dei paesi irpini spariranno. Non è una valutazione che fa qualche pazzo del sindacato, ma è la realtà dei fatti e se nessuno lo vuole capire vuol dire che soffriamo anche di crisi di intelligenza. Resteremo soli in queste aree e non può andare avanti così". 
"Il presidente De Luca deve guardare qua e non sempre al mare. Negli orizzonti ci si perde", ha ironizzato Simeone che ha concluso: "Qui ha vinto le elezioni, ma continuando così qui le perde. O ci riappropriamo del nostro futuro o il nostro futuro lo dobbiamo cercare altrove. Questo Paese senza il Sud non va da nessuna parte e il Sud senza aree interne muore e noi dobbiamo risuscitare".
A chiudere gli interventi è stato Franco Fiordellisi che ha parlato di lavoro come dignità e di Irpinia come territorio sofferente a causa degli errori dei potenti: "In queste terre è ancora forte il clientelismo e c'è paura di dire chi sono i colpevoli. Ma noi non indietreggiamo. Ragioniamo di diritti, riconquiste e nuove lotte". "Dobbiamo essere convinti che non c'è distinzione: tutti abbiamo diritto alla dignità. L'Irpinia con i beni comuni come ambiente e acqua potrebbe segnare un cambiamento mentre i signori che stanno sul colle continuano a non rendersi conto di quello che hanno combinato", ha continuato Fiordellisi, concludendo: "Abbiamo bisogno di investimenti pubblici e chiediamo alla Regione impegni seri, perché un Po.Ema non fa il cambiamento, nè tantomeno lo fa il Progetto Pilota che è solo una panacea contro i tagli. Un Progetto Pilota che non parla di lavoro è fallito ancora prima di partire". Di Imma Finelli

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